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F1| Il GP d’Olanda 1985 a Zandvoort: l’ultima magia di Niki Lauda.

Zandvoort 1985

Gp d’Olanda 1985: nella “Race Week” di Zandvoort 2025 , che si terrà domenica prossima, torniamo indietro nel tempo di quarant’anni e ricordiamo l’ultima vittoria in carriera di uno dei più grandi piloti di tutti i tempi: Niki Lauda.

L’estate del 1985: la Formula 1 alle dune di Zandvoort

Il 25 agosto 1985 rimane una data indelebile nella storia della Formula 1. Sulle dune olandesi di Zandvoort, il circuito che aveva fatto sognare generazioni di appassionati si preparava a scrivere l’ultimo capitolo della sua era dorata. Ospitando quello che sarebbe diventato l’ultimo Gran Premio d’Olanda per i successivi 36 anni. Ma nessuno, in quel torrido weekend estivo, poteva immaginare che avrebbe assistito a qualcosa di unico. Per l’ultima volta il nome di Niki Lauda avrebbe raggiunto il gradino più alto di un podio di Formula 1.

Il Mondiale 1985 arriva a Zandvoort per l’undicesima prova con una classifica piloti serratissima: Alain Prost e Michele Alboreto condividono la vetta con 50 punti a testa, mentre Lauda insegue a sole 5 lunghezze. Tra i costruttori, Ferrari comanda con 72 punti contro i 55 della McLaren-TAG Porsche. È l’epoca d’oro del turbo, in cui i motori da 1.5 litri sovralimentati sprigionano potenze mostruose e il rombo delle power unit riempie l’aria di Zandvoort di una musica che oggi sappiamo essere stata irripetibile.

Venerdì di prove: le prime scaramucce

Il circuito di Zandvoort si presenta nel suo splendore estivo, con le dune che fanno da cornice naturale a quella che è considerata una delle piste più tecniche e selettive del calendario. Le prime prove libere del venerdì rivelano subito le gerarchie di forza: la Brabham-BMW di Nelson Piquet sembra avere qualcosa in più rispetto alla concorrenza, mentre le McLaren di Lauda e Prost cercano il setup perfetto per le qualifiche.

Alain Prost a Zandvoort 1985
Alain Prost al GP d’Olanda 1985 (fonte: https://f1-photo.com/ )

Gli spettatori, molti dei quali hanno viaggiato da tutta Europa per assistere a quello che sarebbe diventato un evento storico, riempiono le gradinate e i terrapieni naturali del circuito. L’atmosfera è quella tipica dei weekend di Formula 1 degli anni ’80: meno commercializzata ma incredibilmente autentica, con i tifosi che possono ancora avvicinarsi ai paddock e sentire l’odore dell’olio bruciato e il calore dei motori turbo.

Sabato: la pole di Piquet e le strategie che si delineano

Nelson Piquet conquista la pole position con la sua Brabham-BMW, dimostrando ancora una volta la superiorità del pacchetto tedesco in qualifica. Ma dietro di lui si staglia il duo McLaren, con Lauda e Prost pronti a dar battaglia. Il pubblico olandese, pur non avendo allora un pilota di casa da tifare, si entusiasma per ogni giro veloce, consapevole di assistere a qualcosa di speciale.

E le qualifiche del sabato pomeriggio di Zandvoort sono un crescendo di emozioni. Ayrton Senna, alla guida della sua Lotus-Renault, mostra già quei lampi di genio che lo avrebbero portato alla gloria mondiale, mentre Michele Alboreto cerca di tenere alta la bandiera Ferrari in una stagione che aveva già visto la Rossa lottare per il titolo.

L’atmosfera nel paddock è elettrica. I meccanici lavorano sotto il sole estivo olandese, mentre i piloti si preparano mentalmente per quella che tutti sentono sarebbe stata una gara speciale. Lauda, con i suoi 36 anni e la saggezza di chi aveva già vinto due titoli mondiali, apparie concentrato e determinato. Sa che le occasioni per vincere non sarebbero state infinite.

Domenica 25 agosto 1985: l’ultimo affondo del Campione

La griglia di partenza vede Piquet in pole, seguìto dalle McLaren e da un plotone di piloti affamati di vittoria. E quando si spengono i semafori, Lauda scatta. Con la determinazione di chi sente che quello può essere il suo momento.

La partenza
La partenza del GP d’Olanda 1985 (fonte: Wikimedia Commons)

Al via, succede l’imprevedibile: Piquet rimane bloccato, Boutsen fa la stessa fine, e il caos decreta l’ascensione fulminea di Lauda al 5° posto già alla prima curva. Il pubblico rimane di sasso nel vedere quella rimonta cominciare così presto.

Rosberg prende la testa ma viene tradito dal motore poco dopo, mentre Lauda anticipa la sua sosta: una scelta azzardata che si rivela però decisiva. Prost, invece, ferma la McLaren solo al giro 33, con un pit lento e finisce dietro persino a Senna.

Il leader dunque torna ad essere Lauda con Prost che, dopo il sorpasso su Senna, è subito dietro ma alle prese con un gap di oltre 15 secondi. La rimonta è implacabile: dai primi attacchi velati fino al duello finale, tutto si consuma nell’arena di Zandvoort.

La battaglia finale

Gli ultimi giri sono un crescendo di tensione. Prost chiude il distacco su Lauda nel finale, senza tuttavia riuscire a passarlo. La battaglia tra i due compagni di squadra McLaren è piena di rispetto ma intensa, con Lauda che gestisce con maestria la sua posizione di vantaggio. Prost prova a sorpassarlo ma Lauda difende: nella curva Marlboro, nel sorpasso sui doppiati, nella scelta delle traiettorie. Ogni mossa è pensata al millimetro.

E mentre l’arrivo in parata delle due McLaren mette fine a quel duello con Lauda come vincitore, Ayrton Senna completa un podio da sogno con la sua Lotus. Mostrando a tutto il mondo che è un pilota capace di quella velocità pura che lo avrebbe reso una leggenda. Il pubblico di Zandvoort è in estasi: una lotta come quella ed un arrivo con un distacco così ridotto tra i primi due non è uno spettacolo che può vedersi in tutti i Gran Premi!

Gp olanda 1985: Prost e Senna in Battaglia
GP d’Olanda 1985: Ayrton Senna (Lotus) e Alain Prost (McLaren) poco prima del sorpasso del francese per il 2° posto
(fonte https://f1since81.wordpress.com/)

Il traguardo: 0.232 secondi di eternità

Alla bandiera a scacchi, 0,232 secondi: un soffio, un respiro, una folgorazione. E Il podio di quel GP d’Olanda è carico di simbolismo: Niki Lauda, l’ultimo sorriso fiero; Alain Prost, il giovane rivale eterno; Ayrton Senna, l’astro nascente. Per il Campione austriaco si tratta della venticinquesima e ultima vittoria nel mondiale, un traguardo che nessuno in quel momento poteva immaginare fosse definitivo.

GP Olanda 1985 Lauda e Prost all' arrivo
L’arrivo in parata delle due McLaren con Niki Lauda al 1° posto ed Alain Prost al 2° (fonte Wikimedia Commons)

Il pubblico esplode in un applauso che risuona per minuti nelle dune olandesi. Anche chi non tifa specificamente per Lauda non può non riconoscere la grandezza del Campione. Il “Computer” come lo chiamavano i media, aveva sfidato la morte al Nürburgring nel 1976, era tornato miracolosamente alle corse, aveva conquistato un terzo titolo mondiale nel 1984 ed ora chiudeva la sua carriera vincente nel modo più bello possibile.

Il podio delle Leggende

La cerimonia del podio è un momento di pura magia. Lauda al centro, Prost alla sua sinistra e Senna alla sua destra: tre generazioni di campioni tre generazioni unite da un solo filo che attraversa il tempo. Tre grandissimi piloti che rappresentano passato, presente e futuro della Formula 1. Le telecamere immortalano i loro sorrisi spontanei e genuini, in un’epoca in cui i protocolli sono meno rigidi e le emozioni più autentiche.

Il podio del GP d’Olanda 1985: 1° Niki Lauda – 2° Alain Prost – 3° Ayrton Senna (fonte https://f1since81.wordpress.com/)

E gli spettatori di Zandvoort capiscono di aver assistito a qualcosa di irripetibile. Molti di loro avevano seguito Lauda sin dai suoi primi successi con Ferrari, altri lo avevano visto ritirarsi dopo l’incidente del ’76 e poi tornare con una determinazione sovrumana. Ma vedere l’austriaco trionfare per l’ultima volta era un privilegio che solo il tempo avrebbe reso ancora più prezioso.

L’eredità di un weekend perfetto

Quello del 25 agosto 1985 fu anche l’ultimo Gran Premio d’Olanda per 36 anni, fino al ritorno nel calendario nel 2021 con Max Verstappen. Ma la gara di Lauda rimane un momento cardine della storia della Formula 1, un perfetto esempio di come esperienza, talento e determinazione possano creare la magia sportiva.

Per chi c’era, quel weekend rappresentò l’epitome degli anni ’80 della Formula 1: motori turbo ruggenti, duelli leali tra gentiluomini del volante, e un pubblico che viveva la passione con un’intensità oggi difficile da ritrovare. Zandvoort 1985 non fu solo l’ultima vittoria di Niki Lauda, ma l’ultimo atto di un’epoca dorata che continua a far sognare gli appassionati di tutto il mondo.

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