Miami torna protagonista: 90 minuti di laboratorio in Florida
Il Miami International Autodrome si riaccende dopo oltre un mese di silenziosa attesa. La Formula 1 2026 riprende il filo del discorso con una FP1 da 90 minuti — estesa dalla FIA proprio per compensare la riduzione di sessioni tipica del formato Sprint — che si trasforma immediatamente in un laboratorio a cielo aperto, dove ogni squadra presenta il conto degli sviluppi lavorati durante la lunga pausa di aprile.
Il quarto appuntamento del mondiale coincide con un momento regolamentare di svolta: la Federazione ha introdotto modifiche significative alla gestione dell’energia elettrica, abbassando la ricarica massima consentita da 8 a 7 megajoule per giro e alzando la potenza di picco nella fase di “superclipping” da 250 a 350 kW. Il risultato pratico è una finestra di ricarica più breve — tra i 2 e i 4 secondi al giro — che avvicina la guida a un approccio più continuo e riduce quei momenti di gestione forzata dell’elettrico che avevano creato situazioni pericolose, come l’incidente di Bearman in Giappone. Le gomme deliberate da Pirelli seguono la stessa logica di massima prestazione: C3 Hard, C4 Media, C5 Soft — la tripletta più morbida del catalogo.
La classifica finale: Leclerc comanda, Ferrari convince

Al termine dei 90 minuti la classifica parla chiaro: Charles Leclerc chiude in vetta con 1’29″310, precedendo Max Verstappen di 297 millesimi, Oscar Piastri di 448 e il compagno Lewis Hamilton di 467 millesimi. Kimi Antonelli porta la Mercedes in quinta posizione a 769 millesimi, seguito da George Russell a 790.
Una classifica, però, da leggere con la giusta cautela. La sessione viene interrotta anzitempo da un incidente di Ollie Bearman alla curva 12, che impedisce a diversi piloti — tra cui Norris e Hamilton — di completare il giro veloce su gomma morbida. Lo stesso Norris si trovava già con oltre tre decimi di ritardo nel primo settore, difficilmente colmabili fino alla vetta. Eppure il segnale Ferrari resta potente: Leclerc e Hamilton chiudono rispettivamente primo e quarto, con la SF-26 aggiornata che mostra subito un’efficacia concreta.
L’ala Macarena debutta ufficialmente
Il vero protagonista tecnico della giornata è però il corposo pacchetto di aggiornamenti portato dalla Ferrari qui a Miami. Ben undici novità tecniche, tra cui spicca il debutto ufficiale della cosiddetta “ala Macarena” nella sua versione definitiva. Si tratta di un’ala rovesciabile con meccanismo di chiusura rivisto, piloni di sostegno ridisegnati e derive laterali ottimizzate, già collaudata al filming day di Monza del 22 aprile. L’obiettivo è sfruttare la flessibilità aerodinamica per ridurre il gap rispetto alla Mercedes sul piano della potenza termica pura della power unit.

I meccanici Ferrari sono intervenuti fin dai primissimi giri sull’assetto della SF-26 di Lewis Hamilton, modificando le altezze da terra sia all’anteriore che al posteriore. Soprattutto per ottimizzare il bilanciamento con il nuovo pacchetto aerodinamico. Leclerc, nel frattempo, già a metà sessione abbatteva il muro dell’1’30” con gomme Hard usate (1’29″855), anticipando quello che sarebbe diventato il miglior crono finale.
La guerra degli sviluppi e l’episodio Aston Martin
Non è solo Ferrari ad arrivare a Miami con le valigie piene. La McLaren ha portato una MCL40 rivista in diversi punti aerodinamici. E Red Bull ha risposto con una propria versione dell’ala rovesciabile e un fondo aggiornato, rendendo concreta la guerra degli sviluppi che si preannunciava da settimane.

Un altro dato che merita attenzione è il flap FTM (Flow Treatment Module), il piccolo elemento aerodinamico posizionato all’uscita dello scarico. Un elemento aerodinamico introdotto da Ferrari a inizio stagione che risulta ora adottato da molti dei team in griglia, Mercedes inclusa. Un tributo implicito alla capacità della Scuderia, specialmente in questa annata 2026, di saper indicare comunque direzioni tecniche interessanti.
Nota a margine: Aston Martin ha vissuto una mattinata da dimenticare. Entrambe le monoposto — quelle di Alonso e Stroll — sono rimaste ferme in pit lane per lunghissimi minuti all’inizio della sessione. La causa sono state le anomalie riscontrate su entrambe le vetture già prima dell’ inizio della sessione in pista. Il team di Silverstone è anche l’unico a non aver portato alcun aggiornamento a Miami. Un segnale preoccupante in un weekend così denso di novità tecniche da parte della concorrenza.
Va segnalato un curioso episodio in casa McLaren: Lando Norris, rientrato ai box, ha lanciato una torcia che i meccanici avevano inavvertitamente lasciato sulla sua vettura. Un gesto ovviamente sgradito agli steward che hanno preso nota dell’accaduto e convocato pilota e squadra per chiarimenti.
Scenari per la Sprint Qualifying
La Sprint Qualifying delle 22:30 si apre con più incognite di quante la classifica della FP1 possa suggerire. Ferrari appare la grande protagonista sul giro secco, con una SF-26 che sfrutta efficacemente la nuova finestra energetica e il nuovo pacchetto aerodinamico. Ma la McLaren, con Norris che non ha completato il time attack su Soft, rimane l’avversaria più insidiosa: la MCL40 aggiornata potrebbe nascondere ancora molto.
Verstappen e Red Bull appaiono solidi. Il campione olandese ha girato a lungo su mescola Medium per raccogliere dati sul nuovo fondo ma l’impressione è che il vero confronto sia ancora tutto da scrivere. La Mercedes, con il doppio Antonelli-Russell tra quinto e sesto, mostra una solidità di base interessante, anche se entrambi i piloti sembrano non aver spinto fino al limite assoluto. La Sprint Qualifying si preannuncia come lo snodo più imprevedibile del weekend: dopo cinque settimane di attesa, la Formula 1 2026 ha molto da raccontare. Questi i tempi delle FP1:








