La decisione della famiglia Rosin di lasciare la guida di Prema Racing dopo oltre quarant’anni segna uno snodo storico per l’intero ecosistema delle formule propedeutiche alla Formula 1, più che una semplice notizia di mercato. Per il mondo dei tifosi e degli addetti ai lavori, è la fine di un modello gestionale che ha plasmato generazioni di piloti fino alla soglia del Circus.

Fine di un’era in casa Prema
Prema nasce nel 1983 dalla visione tecnica e sportiva di Angelo Rosin, che trasforma una realtà artigianale veneta in una struttura di riferimento internazionale per le junior series. Nel corso di oltre quattro decenni, il team diventa sinonimo di eccellenza nelle categorie propedeutiche, costruendo un percorso che dal karting porta sistematicamente ai gradini immediatamente inferiori alla Formula 1.

La scelta della famiglia Rosin – Angelo, il figlio René e le rispettive consorti coinvolte nella gestione operativa – di dimettersi in blocco chiude bruscamente questa continuità tecnica e manageriale. Al momento, le ragioni dell’addio restano coperte da una fitta coltre di riserbo, elemento che rende lo scenario ancora più carico di interrogativi per il paddock.
Una macchina da titoli verso la F1
Nel panorama delle formule minori, Prema è stata una vera fabbrica di titoli e talenti, accumulando oltre settanta campionati tra classifiche piloti e team in F3, F4 e categorie affini. La squadra si è imposta come struttura dominante in Formula 3 e nelle serie italiane e tedesche di Formula 4, spesso trasformando i campionati in monologhi tecnico-sportivi.
Questa superiorità non si è limitata alle monoposto, estendendosi anche ai programmi endurance, con vittorie di rilievo in serie come la European Le Mans Series. Negli ultimi anni il progetto Prema si è ulteriormente allargato, fino allo sbarco in IndyCar e alla conquista della pole position alla 500 Miglia di Indianapolis, confermando un know-how esportabile anche oltre l’universo delle formule di avvicinamento alla F1.

Dalle partnership a Stroll e Mayer al presente
Sul piano societario, la storia recente di Prema è stata scandita da passaggi di proprietà che hanno affiancato – e progressivamente affievolito – il controllo diretto dei Rosin. Prima con l’ingresso di Lawrence Stroll, legato anche alla crescita del figlio Lance dentro la struttura veneta, poi con il subentro della holding svizzera DC Racing Solutions guidata da Deborah Mayer, la governance del team si è via via internazionalizzata.
Proprio la fase DC Racing, con la sinergia con il progetto Iron Lynx e l’espansione su WEC e IndyCar, ha rappresentato il tentativo di trasformare Prema in una piattaforma globale multi-campionato. In questo contesto, la rottura con la famiglia fondatrice assume i contorni di una frattura tra visione originaria e strategia industriale attuale, pur in assenza di comunicazioni ufficiali sulle cause.

Impatto sul percorso Road to F1
Per il mondo F1, l’uscita di scena dei Rosin da Prema Racing è molto più che una notizia di colore, perché tocca uno degli snodi principali della filiera talenti. La struttura vicentina ha contribuito a lanciare verso il Circus un numero impressionante di piloti, diventando negli anni un passaggio quasi obbligato per chi ambisce alla massima serie.
La domanda chiave è se la nuova gestione riuscirà a preservare quella cultura tecnica, quella capacità di lettura regolamentare e quel metodo di lavoro che hanno reso Prema un benchmark in F2, F3 e nelle serie propedeutiche. Per gli appassionati di Formula 1, significa interrogarsi su come cambierà la geografia della “road to F1” nel medio termine e se emergeranno altri poli in grado di colmare l’eventuale vuoto lasciato dal modello Rosin.
Quale futuro senza la famiglia Rosin?
Ufficialmente, Prema risulta iscritta ai principali programmi 2026, dalle categorie junior fino ai progetti endurance e IndyCar, segno che la struttura sportiva non si ferma con l’uscita della famiglia fondatrice. Resta però da comprendere chi ne prenderà le redini operative e strategiche, e quale sarà il livello di continuità rispetto al passato recente.

In prospettiva, il rischio è una fase di transizione in cui risultati e capacità di attrarre giovani top driver possano subire un fisiologico assestamento, mentre il potenziale è quello di innestare nuove risorse su una base tecnica collaudata. Di certo, la fine dell’era Rosin a Prema Racing entra già nella storia recente del motorsport italiano come uno spartiacque destinato a influenzare, direttamente o indirettamente, anche il vivaio della futura F1.







