Miami (Florida), 1° maggio 2026 — L’asfalto infuocato del Miami International Autodrome ha restituito un verdetto chiaro nella Sprint Qualifying del Gran Premio di Miami 2026: Lando Norris è l’unico pilota a scendere sotto l’1’28”, prende la pole position della Sprint Race e interrompe il monopolio Mercedes sulla prima posizione. Il campione del mondo in carica ha fatto valere la McLaren MCL40 nei momenti che contano, ma la vera storia della serata è raccontata dagli scarti minimi e da una Ferrari che aveva fatto sognare, salvo poi cedere terreno nell’atto finale.
Ferrari: promessa mantenuta a metà

Il venerdì della Scuderia di Maranello ha avuto due facce ben distinte. La SF-26 si è presentata in Florida con un corposo pacchetto tecnico da undici aggiornamenti, il più significativo dei quali riguarda l’ala posteriore ribattezzata “Macarena”: endplate ridisegnati, geometria DRS rivista per stabilizzare il retrotreno nelle variazioni di carico aerodinamico, e un aggiornamento al fondo (originariamente atteso per il Bahrain e rimandato per approfondire lo sviluppo) che ha cambiato il comportamento della vettura nelle curve veloci.
In SQ1 e SQ2 la Ferrari ha risposto positivamente: Leclerc aveva chiuso la prima sessione a soli 10 millesimi da Norris (1:28.723), per poi issarsi al comando della SQ2 con un 1:28.333 che aveva fatto brillare gli occhi al muretto di Maranello. Ma quando è arrivato il momento della verità in SQ3, il passo si è rivelato insufficiente per tenere il ritmo della McLaren e di Antonelli. Leclerc si è accomodato in quarta posizione con un distacco di 370 millesimi dalla pole, Hamilton settimo a quasi otto decimi. Un risultato quello della Sprint Qualifying di Miami che non è un disastro, ma che invita a una riflessione più lucida sulle reali prestazioni del pacchetto aggiornamenti in condizioni di massima spinta.
La prima di Norris: basta un’eccezione per fare storia

Per la prima volta in questa stagione 2026, non è una Mercedes a occupare la pole position. Nelle quattro gare precedenti Antonelli o Russell avevano sempre dettato legge sul giro secco, ma a Miami il campione del mondo in carica ha riportato la McLaren in cima alla lista con una prestazione di altissima qualità. Norris ha sfruttato al meglio la finestra di temperatura degli pneumatici — un fattore non banale con l’asfalto che nel pomeriggio aveva toccato i 56 gradi — e ha costruito il giro perfetto nella sessione decisiva. La regola introdotta nel 2026 che elimina l’obbligo di gomme soft nuove in SQ3 ha aggiunto un elemento strategico inedito: chi sapeva gestire la mescola con un set meno fresco ha avuto la possibilità di sorprendere.
Gli eliminati: Aston Martin in crisi profonda, Sainz fuori in SQ2
La serata ha riservato qualche sorpresa anche nelle zone basse della classifica. In SQ2 sono rimasti fuori Bortoleto e Hülkenberg (Audi), Bearman (Haas), Albon e Sainz (entrambi Williams), quest’ultimo con un tempo di 1:30.224 che lo colloca quindicesimo assoluto. Lo spagnolo della Williams paga ancora una certa difficoltà a estrarre il massimo dalla vettura nei giri singoli, nonostante la macchina mostri margini interessanti in termini di passo gara.
In SQ1 la débâcle più rumorosa porta il nome dell’Aston Martin. Fernando Alonso ha completato un giro in 1:41.311 — oltre tredici secondi dal riferimento di Norris — mentre Lance Stroll non ha nemmeno fermato il cronometro. Un risultato che difficilmente può essere attribuito a una mera questione di set-up: i segnali di difficoltà strutturale del progetto tecnico di Silverstone iniziano a diventare un tema ricorrente nel paddock.
Il dominio nei numeri: la classifica definitiva della SQ3
La classifica finale della Sprint Qualifying di Miami recita :

ed evidenzia che Norris è l’unico a spingere sotto il muro dell’1’27”. Un margine di oltre due decimi su Antonelli che racconta chiaramente dove si trova il centro di gravità della prestazione pura a Miami, in questo fine settimana.
Prospettive per la Sprint Race di domani
La Sprint di domani (sabato 2 maggio, ore 18:00 italiane) si preannuncia come una corsa a più livelli. Norris scatta dalla prima posizione con tutti i vantaggi del caso, ma Antonelli alle sue spalle è un avversario che conosce come gestire la pressione. Il leader del campionato con 72 punti arriva alla Sprint con la fame di chi vuole allungare in classifica, e una fila in prima posizione è il punto di partenza ideale.

Ferrari ha il compito più difficile: Leclerc quarto e Hamilton settimo dovrà necessariamente passare attraverso staccate aggressive o strategie di gestione energetica per risalire. Le nuove norme 2026 sull’MGU-K — con il boost limitato nelle sezioni non decisive — cambiano le geometrie dei sorpassi rispetto alle stagioni passate: chi gestisce meglio il “credito energetico” nelle zone di frenata più tarde del circuito potrà guadagnare posizioni che sembrano compromesse in griglia.
Alpine si presenta come incognita tattica: Colapinto ottavo e Gasly decimo, entrambi in un punto della griglia che storicamente riserva battaglie serrate. Una prestazione sorprendente, che dovrà essere confermata in gara.
Miami, ancora una volta, promette di non annoiare. La Sprint Race parte con tutte le credenziali per essere spettacolo puro.







