Lewis Hamilton ha accusato un cedimento ai freni anteriori a Singapore. Il problema si è manifestato mentre inseguiva Kimi Antonelli per la quinta posizione, con l’evidente surriscaldamento che ha provocato la fuoriuscita di scintille preoccupanti dai freni della SF-25 del pluri campione del mondo. Per cercare di mitigare il problema, Hamilton ha rallentato e ha finito per superare più volte i limiti di pista. La direzione gara gli ha inflitto cinque secondi di penalità a fine corsa. È sceso così dall’eventuale P7 alla P8.
La posizione ufficiale della FIA
I commissari hanno richiamato l’Articolo 33.3 del Regolamento Sportivo. Hanno valutato dati di posizionamento, video e team radio, stabilendo l’assenza di “giustificato motivo” per le escursioni ripetute. La decisione ha confermato la sanzione di cinque secondi aggiunti al tempo di gara.
La replica di Ferrari e di Vasseur
Fred Vasseur ha respinto l’idea di una situazione “non sicura”. Ha spiegato che Hamilton ha gestito il problema ai freni adattando i punti di frenata giro dopo giro. Secondo il team principal, non c’era rischio tale da imporre il ritiro immediato. La prestazione però è stata comunque compromessa.
Le parole di Hamilton dopo il traguardo
Hamilton ha raccontato di aver visto scintille dalla ruota sinistra e di aver rallentato per raffreddare l’impianto. Ha poi derro di essere riuscito ad abbassare leggermente la temperatura, recuperando un po’ di potere frenante, ma non abbastanza per attaccare. Il suo rammarico è forte, perché il passo prima del guasto era decente.

Il quadro più ampio della stagione Ferrari
Il weekend di Singapore ha confermato una tendenza frustrante. Ferrari non ha ancora vinto nel 2025 e in classifica insegue McLaren, Mercedes e Red Bull; ma la tendenza prestazionale è in calo. Al momento la Ferrari sembra essere la quarta forza del campionato, per usare le stesse parole di leclerc. L’arrivo di Hamilton non ha risolto problemi di affidabilità e di forma. Vasseur è apparso piuttosto arrabbiato a causa delle occasioni mancate e di quel brutto termine che ormai popola le dichiarazioni post gara di Ferrari, ovvero “Execution”.
Sicurezza, affidabilità e gestione del rischio
L’episodio riapre una domanda chiave. Quando un team deve ritirare la vetture per problemi di sicurezza e quando può consentire la gestione in pista? A Singapore la scelta è stata di continuare, con pressione sui freni e sul pilota. Alla fine la penalità ha pesato, ma non ha messo in discussione l’incolumità secondo Ferrari. Il tema resterà centrale nelle prossime gare.
A Maranello servirà un’analisi profonda dei dati di temperatura e usura dell’impianto, ma più in generale sull’intero pacchetto SF-25, che non trova in nessun circuito le condizioni ideali per esprimersi. La priorità è prevenire nuovi cali di pressione sul fronte sinistro. Un pacchetto di mitigazioni potrebbe includere mappature di raffreddamento più conservative. La squadra dovrà anche bilanciare strategia, gestione dei track limits e punti in classifica.
Singapore lascia cicatrici sportive e interrogativi tecnici. La trasparenza della FIA e le spiegazioni di Vasseur chiariscono le scelte compiute. Ora Ferrari deve trasformare l’episodio in un’opportunità di crescita. La lotta per il secondo posto costruttori resta aperta, ma servono risposte rapide e affidabili







