Alpine trionfa nella 6h del Fuji e rimanda il sogno iridato della Ferrari
Nel giorno in cui il WEC celebra la sua 100ª gara, la 6h del Fuji regala un colpo di scena degno dell’occasione. Alpine torna in cima al mondo con la A424 n.35 di Charles Milesi, Ferdinand Habsburg e Paul-Loup Chatin, vincendo una corsa folle e tatticamente perfetta che rilancia il marchio francese dopo oltre tre anni d’attesa. Partiti solo noni e zavorrati da penalità nelle prime fasi, i tre costruiscono il capolavoro nella seconda metà di gara, sfruttando al meglio il timing di una Safety Car e scegliendo al pit stop finale di cambiare le sole gomme sul lato sinistro. Una mossa coraggiosa che consente a Milesi di tornare in pista davanti e di difendere con freddezza fino alla bandiera a scacchi. Sette secondi e mezzo il margine sul Peugeot 9X8 n.93 di Mikkel Jensen, Jean-Éric Vergne e Paul di Resta; terza la Porsche Penske n.6 di Kévin Estre e Laurens Vanthoor, autrice di una poderosa rimonta dal fondo.
Alpine fa la storia
La fotografia dell’arrivo racconta molto più di una vittoria: è il primo successo assoluto dell’A424 in Hypercar e arriva nel giorno più simbolico del campionato. Alpine diventa così il quarto costruttore diverso a imporsi nelle ultime quattro gare, dopo Ferrari a Le Mans, Cadillac a San Paolo e Porsche a COTA. È un segnale di maturità tecnica e competitiva della categoria, capace di produrre equilibrio e sorprese a ogni round, con un pubblico giapponese (66.400 presenti) che spinge il racconto oltre l’agonismo puro.
Dietro, Peugeot festeggia il miglior risultato dell’era 9X8 e lo fa con autorità, rimanendo in lotta fino all’ultimo con un passo gara finalmente costante. Porsche limita i danni e tiene vive le proprie ambizioni iridate grazie alla solidità del team Penske, che saluta il podio con la n.6 e piazza la gemella ai piedi del podio. La nota stonata è Toyota: nel suo tempio, la Casa di casa sconta una severa penalità procedurale sulla n.8 e chiude mestamente lontana dalle posizioni che contano, al termine di un pomeriggio in salita fin dalle prime concitate fasi.

Giornata storta per la Ferrari
Capitolo Ferrari. La 499P lascia Fuji con una giornata da dimenticare: le due vetture ufficiali faticano a entrare nel ritmo giusto e incappano in penalità, rimanendo fuori dalla zona calda. Il bilancio è amaro, ma non catastrofico: a una gara dalla fine, la Scuderia resta al comando del Mondiale Costruttori e resta la favorita per il titolo. Nonostante ciò, la matematica non è ancora dalla sua parte: la festa è rinviata e tutto si deciderà in Bahrain, dove servirà tornare ai propri standard per chiudere i conti. In un campionato così livellato, nessuno regala nulla.
Sul piano sportivo, il momento chiave arriva nell’ultima ora. Con il terzetto Alpine-Peugeot-Porsche racchiuso in pochi secondi, la scelta di cambiare due gomme anziché quattro diventa il colpo di genio che sposta l’inerzia. Milesi, glaciale, non mette una ruota fuori posto e tiene a bada Jensen e Vanthoor con pulizia di guida e lucidità di gestione nel traffico. Il box Alpine, guidato da Philippe Sinault, interpreta il regolamento e il degrado gomme come un’equazione perfetta: rischio calcolato, premio enorme. È l’essenza dell’endurance moderna, dove velocità, strategia e disciplina fanno la differenza almeno quanto il passo puro.
L’altra storia è umana, e corre parallela ai numeri. Habsburg racconta lacrime, cadute e ritorni dopo l’infortunio; Chatin e Milesi parlano di un gruppo che si è scelto e si è riconosciuto nelle difficoltà. È un podio che profuma di riscatto e risponde a chi chiedeva ad Alpine un segnale forte nel progetto LMDh. Nel 100° appuntamento del WEC, è il modo più potente per dire “ci siamo”.
Verso il capitolo finale del 2025
Guardando avanti, la Bapco Energies 8 Ore del Bahrain (8 novembre) promette un epilogo ad alta tensione. Ferrari porta un vantaggio importante ma non definitivo; Porsche e Peugeot hanno inerzia e motivazioni, Alpine arriva con l’adrenalina di chi ha appena spostato gli equilibri. Sarà una finale da tenere il fiato: gestione delle gomme al crepuscolo di Sakhir, safety car sempre dietro l’angolo e una griglia Hypercar che non conosce padroni. In un Mondiale che ha cambiato pelle, la costanza vale oro. E oggi, a Fuji, l’oro l’ha preso Alpine.







