Una delle stagioni più complicate della Scuderia di Maranello, a Silverstone, ha superato il giro di boa ed il Cavallino Rampante corre ai ripari con l’evoluzione tecnica della SF-25. Ma nei test del Mugello la nuova sospensione messa a punto dai tecnici modenesi lascia ancora aperto qualche dubbio nel suo pilota di punta…
Una stagione che fatica a decollare
Il campionato 2025 della Ferrari si presenta come un’annata dalle luci e ombre contrastanti. La Rossa occupa attualmente la seconda posizione nel campionato costruttori con 222 punti, ma il distacco dalla McLaren capolista appare ormai incolmabile con i 238 punti di vantaggio degli inglesi. Una situazione che evidenzia come, nonostante gli sforzi del team di Maranello, la competitività della SF-25 non sia ancora ai livelli sperati.
La McLaren ha già virtualmente ipotecato il titolo costruttori con 460 punti, superando persino il bottino complessivo di Ferrari e Mercedes messe insieme. Un dato che racconta meglio di ogni altra statistica il gap tecnico che la Ferrari deve ancora colmare per tornare a lottare stabilmente per le posizioni di vertice.
I malumori interni e la determinazione dei piloti
Nonostante le difficoltà tecniche e i risultati al di sotto delle aspettative, Charles Leclerc e Lewis Hamilton continuano a dare il massimo per la causa Ferrari. Leclerc stesso ha ammesso di non essere soddisfatto delle proprie prestazioni, dichiarando di “non fare il lavoro” in qualifica durante questa stagione 2025, evidenziando una sincerità che nasconde però una profonda determinazione a migliorare.

La frustrazione del pilota monegasco è comprensibile: abituato a brillare nelle sessioni di qualifica, Leclerc si trova ora a dover fare i conti con una vettura che non gli permette di esprimere appieno il proprio potenziale. Tuttavia, questa autocritica diventa un motore per spingere la squadra verso soluzioni tecniche sempre più innovative.
Hamilton, dal canto suo, porta la sua esperienza e la voglia di riscatto dopo il passaggio dalla Mercedes, contribuendo con il suo feedback tecnico allo sviluppo della monoposto. Entrambi i piloti, nonostante le difficoltà, mantengono alto il livello di impegno, consapevoli che ogni test e ogni sessione possono rappresentare la chiave di volta per una seconda parte di stagione più competitiva.
Il test al Mugello: luci e ombre della nuova sospensione
Proprio in questo contesto si inquadra il filming-day condotto nei giorni scorsi dalla Ferrari sul leggendario circuito del Mugello, proprietà del Cavallino e teatro dei test della Scuderia di Maranello. Protagonisti dell’ evento sono stati, oltre ai due piloti ufficiali della squadra di F1, anche il terzo pilota Zhou Guanyu. Insieme ai due alfieri della Ferrari 499P, dominatrice nell’ Endurance: Antonio Giovinazzi ed Antonio Fuoco. I quali hanno girato sulla SF-23 per il vero e proprio Fiming-Day.
Sul circuito toscano Charles Leclerc e Lewis Hamilton hanno completato 19 giri a testa, rispettivamente al mattino e nel pomeriggio, per testare la nuova sospensione posteriore sotto lo sguardo attento del direttore tecnico Loic Serra. Un test cruciale che doveva fornire le risposte definitive sull’efficacia dell’upgrade più atteso della stagione Ferrari.
Per ottimizzare la raccolta dati, la Ferrari ha persino modificato il layout originale del circuito toscano, inserendo una chicane artificiale nel rettilineo più lungo. Un dettaglio che rivela le precise necessità tecniche del team per valutare al meglio la nuova componente. Questa scelta tattica dimostra quanto sia stato considerato strategico questo test per il futuro sviluppo della SF-25.

Tuttavia, le prime sensazioni non sembrano aver completamente convinto Leclerc. Le perplessità del pilota monegasco sulla nuova sospensione posteriore pull-rod riflettono le complessità tecniche che ancora caratterizzano questo upgrade. Il vero banco di prova per la nuova cinematica sarà il Gran Premio del Belgio a Spa, dove dovrebbe debuttare ufficialmente, ma i feedback raccolti al Mugello suggeriscono la necessità di ulteriori affinamenti.
Implicazioni per il 2026 e il futuro della Ferrari
Le perplessità incontrate con la nuova sospensione al Mugello potrebbero avere ripercussioni che vanno ben oltre la stagione 2025. La Ferrari si trova in una fase di transizione tecnica fondamentale, con lo sguardo già rivolto al nuovo regolamento del 2026 che stravolgerà completamente la Formula 1.
Ogni soluzione tecnica adottata quest’anno diventa un tassello fondamentale per la comprensione aerodinamica e meccanica che servirà per la progettazione della vettura 2026. Se la nuova sospensione non dovesse fornire i benefici sperati, il team di Maranello potrebbe trovarsi costretto a rivedere completamente la filosofia di sviluppo, con il rischio di accumulare ulteriore ritardo rispetto ai competitor.
Il tempo stringe: ogni test mancato, ogni soluzione non ottimale implementata oggi, potrebbe tradursi in mesi di ritardo nello sviluppo futuro. La Ferrari deve trovare rapidamente la quadratura del cerchio per non compromettere sia il finale di stagione 2025 sia, soprattutto, l’approccio alla rivoluzione regolamentare del 2026.
Il tempo delle riflessioni è esaurito?
Il test al Mugello ha messo in evidenza le sfide che ancora attendono la Ferrari in questa stagione 2025. Le perplessità di Leclerc sulla nuova sospensione rappresentano un campanello d’allarme che il team di Maranello non può ignorare. Con la McLaren ormai lanciata verso il titolo costruttori, ogni sviluppo tecnico diventa cruciale non solo per salvare la faccia in questa stagione, ma soprattutto per porre le basi per un futuro più competitivo.
La determinazione di Leclerc e Hamilton, unita alla competenza tecnica del team guidato da Vasseur e Serra, resta l’arma più importante della Ferrari. Il Gran Premio del Belgio dirà se i dubbi emersi al Mugello erano fondati o se la Rossa è riuscita a trovare la via per tornare a lottare ai vertici. In ogni caso, il tempo per sperimentare si sta esaurendo, e la Ferrari deve accelerare i tempi se vuole presentarsi preparata alla rivoluzione del 2026.








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