La Mercedes lascia le qualifiche del GP d’Italia a Monza con sentimenti contrastanti; il crono secco dice terza fila, con l’ordine di partenza che si assesta in P5 e P6 per effetto delle penalità altrui, ma dentro al box di Brackley la sensazione è di un potenziale non completamente espresso nel Q3.
Dalla qualifica del GP di Monza “Siamo usciti un po’ delusi per il risultato,” ammette George Russell, che parla anche di un “problema di comunicazione” sulla scelta gomma nell’ultima fase. Il dato crudo lo supporta: più veloci in Q1 con la Media e competitivi in Q2 con la Soft, poi il calo nel segmento decisivo.
Accanto a lui Kimi Antonelli, tornato vicino alle prime file dopo alcuni sabati complicati, riconosce i progressi ma non si nasconde: “Il mio ultimo giro non è stato il migliore; credo si potesse fare di più.” Il giovane bolognese sottolinea come il week-end monzese li veda pagare qualche km/h di top speed rispetto alla Ferrari per scelte d’assetto. Un fattore pesante nel Tempio della Velocità, dove con ali a basso carico per tutti e scie gestite al millimetro sorpassare resta intrinsecamente difficile.
L’analisi di Toto Wolff
Il quadro è completato da Toto Wolff, lucido nell’analisi: “Speravamo in più di P5 e P6. I nostri rivali sono cresciuti di più in Q3.” Il Team Principal collega il tema della resistenza all’avanzamento alla gestione gara: chi ha scaricato maggiormente l’ala posteriore potrà difendersi meglio sul dritto domani, rendendo più ardua la rimonta delle Frecce d’Argento. La chiave, allora, sarà trasformare in domenica quel che la squadra definisce un buon passo gara.
Dal muretto, Andrew Shovlin offre la lettura ingegneristica: qualifica “incredibilmente serrata” (meno di un secondo a coprire il Q1) e sensibilità estrema ai decimi. Nel dettaglio, Russell ha sofferto snap di sovrasterzo alla Variante Ascari (T11) su entrambe le tornate, mentre Antonelli non ha trovato grip posteriore e quindi fiducia nel suo run con gomma Soft nuova. Elementi che, su un tracciato stop-and-go ad alta efficienza aerodinamica come Monza, valgono posizioni in griglia.

Strategia: una sosta “default”, ma attenzione alle opportunità
Con degrado atteso basso, il piano base è la singola sosta per larga parte del gruppo. Questo tende a congelare le posizioni, ma non azzera le variabili: gestione ERS per difesa/attacco sul rettilineo principale, uscita pulita dalla Alboreto per lanciarsi nel DRS, e l’evergreen delle ripartenze dopo eventuali Safety Car. Mercedes dovrà capitalizzare ogni finestra: undercut aggressivo se l’out-lap lo consente, oppure overcut se il compound tiene e il traffico penalizza chi rientra.
Dove può guadagnare Mercedes
- Fase di trazione dalla Prima Variante e dalla Roggia: massimizzare stabilità del posteriore in inserimento per preparare l’allungo.
- Gestione energia: sincronizzare deployment e ricarica tra Ascari e Parabolica per arrivare “carichi” in rettilineo.
- Pit stop e track position: evitare “traini” lenti e rientri nel traffico, tema cruciale a Monza con velocità simili per tutti.
L’obiettivo di domenica
Oltre al risultato di tappa, c’è la cornice del mondiale Costruttori. “Siamo in lotta serrata per il secondo posto” ricorda Shovlin. Tradotto: ogni punto strappato domani pesa doppio. Con Russell davanti a Leclerc al via o immediatamente alle sue spalle e Antonelli pronto a cogliere la scia giusta, Mercedes si affida alla costanza sul passo per trasformare la delusione del sabato in un bottino corposo di punti.







