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F1| GP Australia 2026: Russell in pole, ma il Q3 è una girandola di tempi cancellati

Russel poleman delle qualifiche del GP d'Australia 2026

Melbourne, 7 marzo 2026. L’Albert Park non perdona mai. Lo sa benissimo Kimi Antonelli, che ha lasciato frammenti di carbonio sulla ghiaia della chicane 1-2 durante le terze prove libere. E lo hanno imparato a proprie spese diversi piloti nel Q3, dove i commissari hanno cancellato una serie di riferimenti cronometrici per violazione dei limiti di pista, ribaltando completamente la classifica finale rispetto al provvisorio. Il risultato è una prima fila Mercedes-Ferrari. George Russell conquista la pole position davanti a Charles Leclerc, mentre su Kimi Antonelli pende l’ombra di una penalità in griglia per “unsafe release” dai box.

La FP3: una zampata e un muro

La terza sessione di libere, disputata all’Albert Park nelle prime ore australiane, ha subito disegnato le gerarchie con chiarezza. George Russell ha scelto la tattica del predatore: attesa, gomme soft montate, un unico giro cronometrato pulito prima della bandiera a scacchi, e 1’19″053 impresso sull’asfalto. Seicento sedici millesimi di vantaggio su Lewis Hamilton — ancora sorprendente alla guida della SF-26 in seconda posizione — e 774 su Charles Leclerc, terzo. La Ferrari ha corretto le scelte di assetto azzardate del venerdì, quando Leclerc aveva spinto verso un bilanciamento aerodinamico più estremo, trovando stavolta un equilibrio più pulito.

Lewis Hamilton con la Ferrari SF-26 nella FP3 di Melbourne (fonte @ScuderiaFerrari – x.com)

Oscar Piastri, quarto con la McLaren MCL40, pagava già oltre un secondo dalla vetta. La vettura di Woking fatica ancora a esprimere il suo pieno potenziale nelle qualifiche pure. La sorpresa della sessione porta la firma di Isack Hadjar. Capace di piazzare la Red Bull RB22 in quinta posizione davanti a Max Verstappen con soli 60 millesimi di margine tra i due compagni di squadra — una notizia di per sé. Il quattro volte campione del mondo si è lamentato di un comportamento anomalo dello sterzo, che non seguiva con precisione le traiettorie impostate.

A Melbourne mattino difficile per Antonelli e Sainz

Il momento più drammatico appartiene però a Kimi Antonelli. Lanciato in un time attack, il pilota bolognese ha perso il retrotreno della W17 sul cordolo interno della chicane 1-2, impattando le barriere in due distinti impatti ravvicinati. La monoposto è distrutta. I meccanici di Brackley, anche grazie al tempo recuperato con la bandiera rossa seguente, hanno ricostruito la vettura in un’impresa quasi cinematografica — sostituzione della trasmissione inclusa — per renderla disponibile in tempo per le qualifiche. Un incidente destinato a pesare anche sul budget cap del team.

Kimi Antonelli in pista nelle FP3 all Albert Park (fonte @MercedesAMGF1 – x.com)

Carlos Sainz non ha completato neppure un giro cronometrato. La Williams FW48 si è fermata all’ingresso della pit lane per un guasto alla batteria, finendo poi rimossa con il carro attrezzi. Lance Stroll è rimasto ai box per l’ennesima irregolarità alla power unit Honda di Aston Martin. Mentre Fernando Alonso ha percorso 20 giri con propulsore depotenziato, riducendo il distacco dalla vetta a 3″667. Dimostrando anche che l’AMR26 ha comunque guadagnato qualcosa rispetto al venerdì.

Qualifiche: la girandola dei tempi cancellati

Il nuovo formato 2026, con undici team e 22 piloti in griglia, ha già cambiato la matematica delle eliminazioni. Sei vetture fuori per sessione in Q1 e Q2, anziché cinque. Una pressione aggiuntiva che si è fatta sentire immediatamente.

Sessioni diverse ma con sorprese in Q1 e Q3

Il Q1 ha consegnato la notizia più clamorosa: Verstappen, ancora alle prese con il comportamento erratico della RB22, è a muro dopo 7 minuti e senza fissare alcun tempo valido e partirà ventesimo. Sainz (Williams) e Stroll (Aston Martin), già a zero giri in FP3, si accodano in ventunesima e ventiduesima casella. Eliminati anche Alonso, Perez e Bottas. La Cadillac si conferma ancora in stato embrionale di sviluppo, mentre l’Aston Martin sconta il gap tecnico accumulato in questi mesi.

Max Verstappen escluso in Q1, dopo soli 7 minuti, per una uscita di pista nelle qualifiche del GP d’Australia (fonte Red Bull Content Pool)

Il Q2 non ha riservato grandi sorprese nella top 10, con Russell a fare il vuoto in 1’19″507. Fuori Ocon, Hulkenberg, Albon, Gasly, Colapinto e Bearman.

Nel Q3 Russell stabilisce un 1’18″518, Antonelli un 1’18″811 per la prima fila tutta Mercedes, con Hadjar terzo e Leclerc quarto. Ma la revisione post-sessione da parte dei commissari potrebbe produrre una revisione della classifica. Il caso Antonelli, infatti, non si chiude subito: sul giovane italiano pende ancora la possibile penalità sulla griglia per l'”unsafe release” registrato durante il Q3, che potrebbe farlo arretrare ulteriormente in partenza. Una eventualità scongiurata circa due ore e mezza dopo la fine delle qualifiche con la multa comminata al team Mercedes:

La decisione dei commissari sull’ unsafe release di Antonelli (fonte FIA.com)

Quali gli scenari per domenica?

La Mercedes W17 si conferma la monoposto più completa di questo inizio 2026: affilata sul giro secco e solida nei long run, ha gestito le qualifiche con autorevolezza su entrambi i fronti. La SF-26 ha risposto colpo su colpo, con Leclerc che ha capitalizzato giri chirurgici in assenza di delezioni, e Hamilton — che si trova a proprio agio con un bilanciamento più reattivo rispetto alle vetture da effetto suolo puro — agguerrito dalla settima casella. La Ferrari parte in condizioni favorevoli per costruire una gara solida.

Il poleman di oggi George Russell con la Mercedes W17 (fonte @MercedesAMGF1 – x.com)

La McLaren deve ancora recuperare quel decimo nella conversione della deportanza in giro veloce, ma Norris da campione in carica è storicamente abile nelle rimonte gara, e una strategia gomme aggressiva potrebbe rimetterlo in lotta. Red Bull gioca su due livelli: Hadjar quinto in griglia per consolidarsi tra i top, Verstappen in rimonta dal fondo con tutto da guadagnare e poco da perdere.

Melbourne, come sempre, ha già detto la sua. Questi i tempi:

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