Pirelli snellisce la sua offerta gomme: con la C6 fuori dalla gamma, si punta su cinque mescole da C1 a C5 per offrire differenze prestazionali più nette
L’evoluzione tecnica prevista nella stagione 2026 della Formula 1 impone una revisione profonda anche per le gomme. Con vetture ridisegnate, regolamenti aerodinamici nuovi e un focus crescente sull’efficienza, la richiesta sulle coperture cambia drasticamente rispetto al passato. In risposta a questo scenario, Pirelli – fornitore unico di pneumatici del campionato – ha deciso di eliminare la mescola più morbida oggi disponibile, la C6. Una scelta che è più che un semplice “taglio” rappresenta l’avvio di una nuova strategia gomme pensata per la nuova era del Circus.
Il processo decisionale che ha portato all’abbandono della C6 non è frutto di un ripensamento, ma di analisi accurate, test in pista e uno studio approfondito delle performance nelle varie condizioni. Il risultato è una gamma slick composta da cinque mescole dalla C1 alla C5. Pensata per bilanciare meglio la durata, le prestazioni e l’adattabilità ai diversi circuiti del mondiale.

Perchè la C6 è diventata superflua
La C6, introdotta da Pirelli come mescola ultra-soft destinata inizialmente ai weekend con basso degrado e asfalto freddo. Non ha mai realmente espresso un vantaggio sufficiente da giustificarne la presenza a lungo termine. Uno degli aspetti più evidenti emersi durante i test e delle sessioni dedicate è stato lo scarso delta prestazionale rispetto alla C5. In pratica, il guadagno sul giro era inferiore alle attese: troppo piccolo per essere significativo, troppo breve per essere utile in gara e troppo fragile per reggere stint di più giri senza decadimento.
Un altro problema della C6 era legato alla struttura interna; la mescola ultra-soft richiedeva un compromesso tra grip e resistenza che mal si adattava ai nuovi carichi previsti dalle vetture del 2026. Eliminare la C6 non significa solo semplificare la gamma. Ma anche evitare di introdurre un elemento di potenziale instabilità tecnica in un periodo in cui i team dovranno confrontarsi con numerose incognite.
La nuova gamma 2026: cinque mescole, più chiarezza strategica
Ridurre il numero di mescole e concentrare lo sviluppo su cinque compound principali premette a Pirelli di lavorare su un ventaglio più uniforme, distribuito in modo più lineare e coerente. La nuova gamma, dalla C1 alla C5, vuole creare differenze più marcate tra ogni step, così da ripristinare quello che negli ultimi anni spesso è mancato. Troppo spesso le squadre si sono trovate con due mescole di fatto equivalenti che non garantiscono uno scenario strategico realmente variabile. Con la nuova gamma di gomme, invece, ogni salto dovrebbe essere percepibile non solo in termini di tempo sul giro, ma anche di durata, gestione termica e comportamento in fase di spinta.
L’obiettivo dichiarato è quello di rendere la strategia di gara più leggibile, ma anche più ricca di possibilità. Se ogni compound avrà una personalità più definita. I team dovranno valutare con maggiore attenzione se puntare sulla mescola più morbida per garantire aggressività oppure su una più dura per controllare il degrado.
Questo non significa necessariamente aumentare il numero di soste. Ma consentire una gamma più ampia di interpretazioni, anche in funzione del tracciato e delle condizioni ambientali. In un Mondiale che punta a offrire gare più tattiche e più dinamiche, una gamma strutturata in modo chiaro più fare realmente la differenza.
Fonte: Fuori Pista
Fonte foto in copertina: Pirelli su X.com







