C’è un filo rosso che collega Shanghai a Suzuka, e quel filo ha i colori della Mercedes e il volto pulito di un ragazzo di Bologna. Kimi Antonelli ha fatto di nuovo quello che pochi si aspettavano potesse ripetere così presto: una pole position da Campione. La seconda consecutiva in carriera, sul circuito che più di ogni altro esalta il talento puro e punisce ogni imperfezione. Un risultato che porta la firma di un predestinato, ma anche di una monoposto che in questo inizio di stagione 2026 sembra aver trovato il giusto equilibrio tra le nuove regole tecniche e la ricerca della performance.
La giornata che ha costruito la pole
L’intero sabato giapponese è stato il racconto di una supremazia costruita mattone dopo mattone. Una superiorità visibile già nelle FP3, dove Antonelli aveva già lanciato il guanto di sfida, chiudendo davanti a tutti con distacchi significativi anche sul compagno di squadra George Russell. La Mercedes W17, con il suo sistema ibrido completamente ridisegnato secondo i regolamenti 2026, sembrava cucita addosso alle curve veloci di Suzuka — la Curva S, il Casio Triangle, il leggendario Spoon. Leclerc aveva risposto con il terzo tempo nelle libere, tenendo alta la bandiera della Ferrari, mentre McLaren con Piastri aveva dominato la FP2 dimostrando un passo gara che non va sottovalutato.

Q1: Ferrari sorprende, Russell soffre
La qualifica ha scritto una storia diversa rispetto alle prove libere. Nel Q1 è stata la Ferrari di Charles Leclerc a dettare legge, stampando un 1:29.915 che ha messo tutti in riga, con Russell secondo a 52 millesimi e Antonelli terzo a 120 millesimi. Il britannico della Mercedes ha accusato un fastidioso sottosterzo nelle prime uscite, comunicando via radio il suo disagio con l’anteriore, con gli ingegneri che ipotizzavano un problema di temperatura alle gomme. Eliminati in questa fase Albon, Bearman, Perez, Bottas, Alonso e Stroll — un Q1 che ha visto cadere anche Fernando Alonso, sintomo di una Aston Martin ancora lontana dalla competitività dei top team.

Q2: Lindblad piega Verstappen, Antonelli allunga
Il Q2 ha regalato il colpo di scena più clamoroso della sessione: Max Verstappen eliminato. Il campione olandese, alle prese con una Red Bull che non riesce ancora a sfruttare appieno il nuovo package ibrido Ford, è stato beffato dal rookie Arvid Lindblad della Racing Bulls. Un segnale inequivocabile di quanto il 2026 abbia rimescolato le carte in tavola. Antonelli, nel frattempo, ha aperto le danze firmando un 1:29.774 che batteva di 11 millesimi Leclerc. Fuori anche Hulkenberg, Ocon, Lawson, Colapinto e Sainz, con lo spagnolo della Williams che non riesce ancora a ritrovare la continuità cercata.

Q3: la legge di Kimi
Il Q3 si è aperto come un duello preannunciato. Mercedes contro Mercedes, Antonelli contro Russell. Al primo tentativo il bolognese ha fatto parlare i numeri: 1:28.778, quasi tre decimi sul compagno di squadra. Un giro di altissimo profilo tecnico, in cui Antonelli ha sfruttato al meglio la trazione in uscita dalla Degner, la stabilità sul lungo curvone del Dunlop e la precisione chirurgica nel settore centrale. Russell ha risposto con il meglio che aveva, ma non è bastato. Terzo Piastri con la McLaren a +0.354, quarto Leclerc a +0.627. Norris quinto, Hamilton sesto — con le Ferrari che non sono riuscite a migliorare tra Q2 e Q3, segnalando qualche limite nella gestione del degrado gomme sul giro secco.
La griglia definitiva vede completare la top 10: Gasly settimo (Alpine), Hadjar ottavo (Red Bull), Bortoleto nono (Audi) e Lindblad decimo — il rookie che ha eliminato Verstappen si guadagna anche il diritto di partire in top 10.
La voce dei protagonisti
Antonelli in pole, al termine delle qualifiche, ha mantenuto il suo stile sobrio ma consapevole:
“Programma completato, ma dobbiamo guardare avanti: la McLaren ha un passo gara che rispettiamo”.
Parole di un pilota che ha imparato in fretta a gestire la pressione. Russell, dal canto suo, ha riconosciuto la superiorità del compagno nel giro secco, pur restando fiducioso per la gara. Per Leclerc, quarta piazza amara ma non disperata: Suzuka è uno dei tracciati dove la gestione delle gomme può stravolgere i piani.

Prospettive per la gara di domani
La statistica parla chiaro: a Suzuka, sette delle ultime otto gare sono state vinte da chi scattava in testa alla griglia. Antonelli in pole parte quindi da favorito, ma la vera incognita sarà la gestione delle gomme nei lunghi stint intermedi. La McLaren, con Piastri terzo e Norris quinto, ha dimostrato in FP2 un passo gara superiore alla Mercedes — una variabile che potrebbe rivelarsi decisiva nei 53 giri del Gran Premio. Ferrari dovrà trovare un piano strategico alternativo: con Hamilton sesto e Leclerc quarto, una doppietta rossa è teoricamente possibile, ma richiederebbe una gestione gomme perfetta e qualche errore altrui. La Red Bull di Verstappen, invece, sarà chiamata a una rimonta complicata dalla decima fila, su un circuito dove i sorpassi non sono mai banali.
Il GP del Giappone 2026 si preannuncia come un capitolo fondamentale per la costruzione del Mondiale. Antonelli, a soli 19 anni, ha già due pole e una vittoria. Il predestinato di Bologna non è più una promessa: è realtà.
Questa la griglia di partenza, domani:








