Sergio Perez ha confermato che, in vista dell’ingresso di Cadillac in Formula 1 nel 2026, effettuerà delle sessioni di prova con un’auto di F1 già entro la fine del 2025, allo scopo di prepararsi fisicamente (in particolare il collo) e per riabituarsi alle sollecitazioni estreme che le monoposto impongono.
L’obiettivo di Perez con questo test Cadillac TPC su una Ferrari SF-23 è arrivare con più consapevolezza al debutto ufficiale della scuderia statunitense sostenuta da General Motors.
Cadillac, che sarà il primo nuovo costruttore da quando Haas si è unita al campionato nel 2016, ha già definito la line up per il 2026: i piloti titolari saranno Sergio Perez e Valtteri Bottas, affiancati da Colton Herta come test driver.
Ha inoltre adottato una strategia chiara: utilizzare power unit Ferrari e componenti derivati, almeno inizialmente, per concentrarsi su sviluppo, infrastrutture e regolamento tecnico che cambia radicalmente nel 2026.
Un test per riprendere confidenza prima di tutto
Perez ha detto che le prove non saranno solo virtuali: oltre al simulatore, salirà su una Ferrari SF-23 prima del prossimo anno. Le prove sono previste sia negli Stati Uniti (Charlotte, base operativa di GM) sia in Inghilterra, dove Cadillac sta lavorando sul telaio e sugli altri elementi tecnici.
La preparazione fisica, in particolare “allenare il collo”, è un elemento chiave: le forze G a cui è sottoposto il corpo in un’auto di F1 del 2026 saranno molto diverse da quelle affrontate fino ad ora, soprattutto perché cambieranno radicalmente le power unit e l’aerodinamica. Perez vuol evitare di arrivare al debutto fuori allenamento o privo di sensibilità fisica, un errore che può costare caro in gare lunghe o in condizioni difficili.

Le sfide per Bottas e il ruolo degli altri piloti
Al contrario del messicano, Valtteri Bottas potrebbe non partecipare agli stessi test fisici con apposita monoposto, almeno per ora. Alcuni rumor indicano che il suo contratto con Mercedes (per certi vincoli tecnici e normativi) potrebbe limitare le sue sessioni su auto non–Mercedes o su quelle assegnate a Cadillac prima del debutto. Il team dovrà gestire bene questa differenza di preparazione tra i due titolari per non creare squilibri all’interno del garage.
Nel frattempo, Colton Herta, classe 1998, è stato ufficializzato come test driver. Anche se ancora non ha i punti necessari per la super licenza, la sua presenza è significativa: rappresenta l’elemento giovanile del progetto e il legame verso il motorsport statunitense.
Il contesto tecnico e organizzativo: costruire da zero un team F1
Cadillac sta mettendo in piedi la sua struttura in più sedi: base principale in North Carolina, ma anche in Michigan, Indiana e Silverstone. Sono già in corso i lavori per omologazione telaio e prove strutturali, crash test, rigidità e test di sicurezza FIA. I primi due telai gara sono in fase di assemblaggio, dopo la realizzazione e i test sul telaio prototipo. Questo dimostra che l’avanzamento tecnico è in linea con i tempi stabiliti per il debutto.
Cadillac utilizzerà motorizzazioni Ferrari in questa fase iniziale. Solo più avanti, entro il 2029, GM punta a sviluppare unità motore proprie, adeguate al regolamento 2026–2030.
Perez motivato per il 2026
Per Perez, questo passaggio rappresenta qualcosa di più di un ritorno: è l’ultima vera possibilità in F1 per lui.
Dopo la sua uscita da Red Bull a fine 2024, ha voluto scegliere qualcosa che gli restituisse motivazione, un ambiente nuovo in cui contribuisce non solo come pilota, ma anche come figura guida per il team. Valtteri Bottas condivide simili aspettative, nonostante la sfida sia grande: partire da zero, in un contesto dominato da team consolidati con anni di esperienza su componenti aerodinamici, power unit, simulazioni e know–how. Ma è proprio questa la parte che rende il progetto Cadillac affascinante.
Il 2026 è alle porte
Quando la stagione 2026 inizierà, Cadillac dovrebbe presentarsi con un pacchetto tecnico completo ma naturalmente con margini di miglioramento. Le novità regolamentari sono tali che ogni team,nuovo o vecchio, sarà chiamato a reinventarsi: aerodinamica, power unit, gestione del flusso d’aria, sicurezza. Cadillac, pur non avendo esperienza storica in F1, ha risorse industriali e finanziarie importanti grazie a GM, il che può dare un vantaggio competitivo se usate bene. Le prime gare saranno cruciali: prendere confidenza, accumulare dati, evitare errori grossolani, sfruttare le sessioni di sviluppo, prove libere, qualifiche, per crescere.
Inoltre, la dimensione commerciale del progetto non è da sottovalutare: l’ingresso di Cadillac contribuirà all’espansione del pubblico F1 in Nord America, alla sponsorizzazione (Jim Beam, Tommy Hilfiger) e alla diffusione del marchio.
In sintesi, il test anticipato di Perez è una mossa strategica: prepararsi fisicamente, familiarizzare con procedure e cultura di squadra, capire le sfide tecniche prima di doverle affrontare in gara. Cadillac costruisce gradualmente la sua identità, puntando a essere competitiva già al debutto, ma anche pronta a evolvere. Per il pubblico e per gli appassionati, sarà interessante osservare ogni passo che porterà al primo Gran Premio del 2026.







