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F1 | Solo due punti possono cambiare tutto: il rookie è sotto i riflettori. Ecco le parole del pilota

Non è una crisi, ma una sfida: dopo il Gran Premio di Monza, il rookie deve dimostrare maturità e sangue freddo per continuare la sua scalata.

Oliver Bearman sta attraversando un momento cruciale della sua giovane carriera in F1. Il giovane talento britannico, chiamato a confermare il proprio valore nel circus più competitivo al mondo, deve fare i conti con una situazione delicata. Nel corso della stagione ha accumulato penalità che lo portano a soli due punti dalla sospensione automatica. Un margine minimo, che rende ogni Gran Premio una prova di velocità e talento, ma anche un esercizio di controllo e gestione della pressione.

Situazione delicata, frutto del contatto avvenuto con Carlos Sainz durante il GP d’Italia a Monza, che ha comportando una penalità in tempo e un’ulteriore penalità nella superlicenza. Nonostante il rischio, Bearman ha ancora tutte le carte in regola per trasformare queste difficoltà in una prova di maturità.

Oliver Bearman F1
Oliver Bearman durante il Gran Premio di Monza 2025. Fonte: MoneyGram Haas F1 Team su X.com

Come funzionano i punti della superlicenza e la situazione di Bearman

Il sistema di punti sulla superlicenza funziona su base annuale. Ogni pilota può accumulare fino a 12 punti di penalità in un anno prima di incorrere automaticamente in una sospensione per una gara. Una volta ricevuta una penalità, i punti rimangono sulla licenza per 12 mesi, trascorsi i quali vengono automaticamente rimossi, a meno che non se ne accumulino altri nel frattempo.

Nel caso di Oliver Bearman, i punti accumulati lo mettono in una situazione delicata in F1. I primi due punti della sua superlicenza scadranno in occasione del Gran Premio del Brasile. Gli altri punti richiedono invece tempi diversi per essere recuperati. Due punti derivanti da un’infrazione commessa durante le prove libere di Monaco in regime di bandiera rossa, quattro punti presi a Silverstone e i due a Monza, rimarranno sulla licenza più a lungo, fino al 2026.

Questo significa che, fino alla loro scadenza il pilota Haas dovrà gestire con estrema attenzione il suo comportamento in pista, perché ogni ulteriore penalità potrebbe costargli la sospensione per un weekend di gara.

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Oliver Bearman. Fonte: MoneyGram Haas F1 Team su X.com

Le dichiarazioni del britannico

Durante il media day del Gran Premio di Baku, Oliver Bearman, ha esposto la sua visione rispetto alla penalità ricevuta nel GP d’Italia:

È colpa mia se ho ricevuto penalità, indipendentemente dal fatto che siamo d’accordo o meno con le regole.

Le regole sono regole. Penso che come pilota e come appassionato, sia difficile accettare quella penalità, perché da parte mia non ho mai perso il controllo. Stavo solo correndo verso la curva con un altro pilota e poi non mi è rimasto nessuno spazio.

Il pilota britannico ha voluto chiarire la sua versione dei fatti, spiegando con precisione cosa passava per la sua testa in quel frangente decisivo della gara:

Se fossi riuscito a rimanere davanti in quella curva, sarei stato in grado di rimanere davanti fino alla fine. Quindi avevo tutte le intensioni per lottare per la mossa.

E in quella frazione di secondo in cui freni e vedi quanto velocemente stai entrando in curva rispetto al tuo concorrente, non pensi alle linee guida di tre pagine che ti hanno inviato a Gennaio. Non è possibile.

Quindi corri verso la curva come sai fare, come sei cresciuto. Nella mia situazione, mi aspettavo un po’ più di spazio, ma è andata così.

Fonte: Autosport.com

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