Max Verstappen ha chiarito che restare motivato “non è così difficile”, anche in una stagione in cui il quinto titolo mondiale consecutivo sembra fuori portata.
Alla vigilia del GP d’Olanda (31 agosto 2025), il campione olandese arriva a Zandvoort con 97 punti di distacco dal leader Oscar Piastri e solo 10 gare ancora da disputare. Helmut Marko, consigliere Red Bull, ha già definito “impossibile” la rimonta, ma Verstappen ha scelto una linea pragmatica: niente frustrazione, focus su vettura e operazioni del team.
Il contesto: McLaren detta il ritmo, Red Bull in affanno
Dopo la pausa estiva, McLaren si presenta come riferimento: Piastri guida il mondiale davanti al compagno Lando Norris, con la squadra reduce da una striscia dominante. Verstappen, terzo in classifica, quest’anno ha vinto meno e ha faticato a tenere il passo, complice una RB21 spesso difficile da mettere nella finestra ideale. La fotografia della stagione alla vigilia di Zandvoort è chiara: McLaren davanti, con Ferrari e Mercedes a inseguire, mentre Red Bull cerca costanza e prestazione.
Cosa non funziona sulla RB21 e perché la motivazione conta
Lo stesso Verstappen ha ammesso che, con la forma attuale, Red Bull potrebbe anche non vincere più nel 2025: parole dure, pronunciate dopo weekend complicati come l’Ungheria, dove ha faticato con grip e bilanciamento. Il team principal Laurent Mekies ha però respinto la previsione del suo pilota, ribadendo che Red Bull ha margini per tornare al successo nel finale di stagione. Questo scambio di vedute racconta bene il momento: il pilota è schietto sull’attuale livello della macchina, la squadra rivendica fiducia nel proprio sviluppo.

Zandvoort: fattore meteo e opportunità
Se c’è una pista in cui Verstappen può trovare una spinta extra è proprio Zandvoort: nelle edizioni recenti qui ha spesso brillato, e il tifo di casa resta un moltiplicatore di energia. In più, il meteo minaccia di mescolare le carte: sono attesi rovesci e vento nel corso del weekend, con temporali che hanno già colpito l’area del circuito. Condizioni miste possono aprire spazi a strategie aggressive, safety car e scelte di gomme decisive, terreno in cui l’istinto di Verstappen e il lavoro al muretto possono fare la differenza.
Perché la sua motivazione è credibile
La chiave sta nel messaggio: niente urla, niente colpi di teatro, solo lavoro. Verstappen ha spiegato che sfogarsi è “uno spreco di energia” e che l’obiettivo è capire dove migliorare la macchina e l’operatività del team. In termini di performance, Red Bull deve allargare la finestra di utilizzo dell’auto, ottimizzare il passo in condizioni variabili e ridurre l’usura gomme nei tratti più guidati: aspetti emersi nei weekend più difficili. Su questo fronte, la motivazione non è una parola vuota ma un metodo, continuare a spingere nella direzione giusta, senza illusioni ma con disciplina.
Pensare al futuro
Con dieci appuntamenti rimasti, la matematica non aiuta e l’inerzia del campionato è nelle mani McLaren. Ma la stagione può ancora regalare singoli exploit: meteo, neutralizzazioni e circuiti più favorevoli possono rimettere Red Bull in zona podio e vittoria. Per Verstappen, l’obiettivo realistico è massimizzare ogni opportunità, blindare la top-3 nel mondiale e usare ogni sessione come base per il 2026. In questo senso, una gara di casa solida, anche senza trionfo, varrebbe oro per ricostruire fiducia e slancio tecnico.







