Il movimento nel mondo della Formula 1 sembra non conoscere tregua e anche tra le mura dell’ingegneria sportiva di Maranello la rivoluzione tecnica non accenna a fermarsi. L’ultima tessera a lasciare il mosaico della Scuderia Ferrari si chiama Riccardo Corte: l’ingegnere delle prestazioni che ha accompagnato Lewis Hamilton nelle sue prime delicate settimane in rosso ha scelto di salutare l’Italia per accettare la sfida offerta dalla Grove Racing nel campionato australiano V8 Supercars.
Un addio che pesa sul percorso di Hamilton
La notizia non è delle più semplici da digerire per la Ferrari e, soprattutto, per Lewis Hamilton. Corte aveva avuto un ruolo centrale nel processo di adattamento del sette volte iridato al simulatore e alla monoposto di Maranello, appena arrivato dalla lunga militanza in Mercedes. Era proprio Corte, forte di undici anni di esperienza nel reparto ingegneria Ferrari, a interfacciarsi con Hamilton nelle settimane di rodaggio, facilitandone la conoscenza con i sistemi e coordinando la raccolta dati dalle prime prove del 2025. La sua uscita dal box Ferrari rappresenta un passaggio delicato in uno scenario di profonda trasformazione tecnica.
A Spa, nel weekend del Gran Premio del Belgio, Corte ha ufficializzato la volontà di chiudere la sua esperienza in Ferrari. Pronto a subentrargli nel nuovo ruolo è Luca Diella, giovane tecnico italiano che ha preso il timone accanto a Hamilton, raccogliendo il testimone proprio dopo il GP di Silverstone.
Gli undici anni di Riccardo Corte in Ferrari

L’impronta lasciata da Riccardo Corte a Maranello è tutt’altro che trascurabile. Nell’ultimo scorcio di stagione, è stato ingegnere delle prestazioni di Hamilton, ma prima ancora si era affermato come coach di Charles Leclerc e come “race performance engineer” di Carlos Sainz, avendo anche ricoperto ruoli nel settore simulativo e strategico della power unit. Sono questi i tecnici capaci di costruire quel filo diretto tra pilota, vettura e strategia che, all’interno di una scuderia come la Ferrari, può fare la differenza in ogni fase del weekend di gara.
Il trasferimento di Corte a Grove Racing non è dunque una semplice “uscita” di routine, ma rappresenta il segnale di una Ferrari che, mentre investe su nuovi nomi e competenze, si trova a dover gestire i contraccolpi di una inevitabile fuga di cervelli, innescata dai cambiamenti continui e dalla pressione crescente sulle prestazioni.
Grove Racing: una nuova frontiera tecnica
La destinazione di Riccardo Corte è la Grove Racing, team australiano protagonista nel campionato V8 Supercars. Non si tratta solo di un cambio di continente, ma di una vera rivoluzione professionale. In Australia, Corte affiancherà il giovane Kai Allen, talento emergente destinato a imporsi nella serie a ruote coperte, prendendo il posto di Alistair McVean, promosso a responsabile delle prestazioni.
La scelta del tecnico italiano non è casuale: Grove Racing, reduce da un’affermazione storica alla Bathurst 1000, ha scelto di investire sull’esperienza maturata da Corte in undici anni di Formula 1, sperando di portare nel paddock aussie un salto di qualità nell’approccio ingegneristico, nella gestione della telemetria e nei processi di simulazione avanzata.

Sono le parole dello stesso Corte a confermare la portata della sfida:
“Sono davvero orgoglioso di entrare a far parte della Grove Racing in un momento così entusiasmante per il team. I progressi che hanno fatto sono impressionanti, la vittoria alla Bathurst 1000 dimostra cosa si può ottenere con le persone giuste e la mentalità giusta. Non vedo l’ora di portare l’esperienza maturata in Ferrari in questo campionato”.
Una Ferrari in costante trasformazione
Questa novità non va letta soltanto come la storia di un trasferimento personale, ma come una tappa ulteriore nella lunga rivoluzione avviata da Maranello e dal nuovo corso tecnico di Frederic Vasseur. Il 2025, già segnato dal passaggio di Hamilton in rosso e dal ricambio nell’organico degli ingegneri con arrivi eccellenti da Mercedes e altri team di punta, è un anno di transizione profonda per il Cavallino. Il rimpasto di staff dimostra ancora una volta la mobilità interna e la capacità ferrarista di rimodulare continuamente l’assetto del box, cercando rinnovate garanzie tecniche per il futuro.

L’arrivo di Luca Diella nella struttura di Hamilton rappresenta una scommessa su una figura giovane ma pronta ad accrescere la comunicazione tra pilota e ingegneri. Un cambio di mentalità che segue la linea già tracciata dagli ingressi di Loic Serra e altri tecnici del comparto francese, mirati a rafforzare l’area veicolo e simulazione del team.
L’impatto internazionale e la strategia di Grove
Non meno importante risulta il significato strategico dell’operazione anche per Grove Racing: l’ingresso di Corte nella squadra, secondo le dichiarazioni dei manager australiani, è stato il frutto di una lunga trattativa mediata da contatti F1.

“Abbiamo pensato di andare oltre il panorama tecnico australiano, cercando qualcuno che avesse lavorato ai vertici del motorsport, e la Formula 1 resta il riferimento assoluto”, afferma il CEO Brenton Grove.
L’ambizione di Grove Racing è chiara: con l’ex ingegnere Ferrari il team non vuole limitarsi a comparire nelle classifiche, ma punta a rendersi protagonista sia nella Bathurst 1000 che nella corsa ai titoli piloti e squadre.
Prospettive future e riflessioni tecniche
La storia di Riccardo Corte racconta molto dell’attuale dinamica della Formula 1. La continua ricerca di eccellenza ingegneristica, la mobilità tra i team e il potere attrattivo dei campionati di primo livello come le V8 Supercars ridisegnano lo scacchiere internazionale delle competenze tecniche. Per Ferrari si tratta di dimostrare, ancora una volta, che le rivoluzioni non si limitano al mercato piloti ma coinvolgono tutti i reparti, dal box alle sale di controllo strategico.
La sfida per Hamilton è adattarsi ai continui cambi di personalità nei ruoli chiave: la scuderia, come sempre accade nei cicli tecnici profondi, dovrà continuare a investire sul dialogo tra vecchi e nuovi ingegneri, puntando a ricostruire una filiera di conoscenze che sappia crescere attorno alle esigenze dei piloti e del progetto tecnico a lungo termine.







