Pochi giorni fa avevamo analizzato il clamoroso interesse di Red Bull Racing per Alex Palou, il fenomeno catalano che ha dominato la IndyCar negli ultimi anni. Ma come spesso accade nel mondo della Formula 1, i rumors di mercato evolvono rapidamente, e le ultime notizie gettano nuova luce sulla questione che aveva fatto sognare gli appassionati.
Alex Palou – Red Bull : le smentite arrivano puntuali
Secondo fonti vicine a PlanetF1.com, multiple fonti hanno indicato che non ci sarebbero stati colloqui diretti tra Alex Palou e Red Bull Racing per un possibile approdo in Formula 1 nel 2026. Una doccia fredda per chi sperava di vedere il quattro volte campione IndyCar sfidare Max Verstappen nello stesso box.
Come avevamo accennato nel nostro precedente articolo, Roger Yasukawa, manager di Palou, aveva già prontamente smentito qualsiasi contatto con la Formula 1. Dichiarazioni che oggi sembrano trovare ulteriore conferma dalle fonti del paddock europeo.

Le parole di Chip Ganassi: “È solo Clickbait”
Ma la smentita più netta è arrivata direttamente dal team owner di Palou: Chip Ganassi. Che ha liquidato i rumors senza mezzi termini:
“Ho letto anch’io quella storia, e non c’era nessuno citato. Ho parlato con Palou, e Palou dice che non ha mai parlato con nessuno al riguardo. Ho parlato con il suo management e non sanno niente, e io non so niente. Penso sia una storia clickbait e qualcuno deve migliorare il proprio giornalismo investigativo”.
Tra l’altro il proprietario del team Chip Ganassi Racing non si è fermato qui, ricordando che :
” Palou ha avuto l’opportunità di andarsene ma ha deciso di rimanere”,
riferendosi al tentativo della McLaren di ingaggiare lo spagnolo nel 2023.

Il paradosso Palou: troppo forte per rischiare?
Dmitry Popov, esperto commentatore russo, aveva colto nel segno quando aveva osservato:
“Perché rovinare la propria reputazione contro Max?”
Questa riflessione assume oggi un peso ancora maggiore. Palou ha infatti
“consistentemente indicato quest’anno che le sue ambizioni in Formula 1 sono finite, che non sta bussando a nessuna porta”,
secondo quanto riporta FOX Sports.
La posizione del pilota catalano appare chiara: dopo aver costruito un impero nella IndyCar con quattro titoli in cinque stagioni (2021, 2023, 2024, 2025), compresa la storica vittoria alla 500 Miglia di Indianapolis 2025, perché rischiare tutto per un salto nell’ignoto?

Red Bull e il secondo sedile: la ricerca continua
Nonostante le smentite riguardo i presuni contatti Alex Palou – Red Bull F1, il problema della scuderia anglo-austriaca rimane irrisolto. Il “secondo sedile” maledetto continua a tormentare il team di Milton Keynes, con l’identità del partner di Verstappen per il 2026 che rimane ancora poco chiara dopo le difficoltà di Liam Lawson e Yuki Tsunoda.
La scuderia austriaca si trova di fronte a un dilemma complesso: trovare un pilota capace di supportare efficacemente Verstappen senza essere schiacciato dalla sua pressione. Dal divorzio con Daniel Ricciardo nel 2018, nessuno è riuscito nell’impresa.
Per rendere al meglio l’idea della cosiddetta “maledizione del 2° sedile” può essere utile porre all’ attenzione un confronto statistico dei piloti Red Bull dal 2018 ad oggi. (fonte dati Fonte: Formula1.com – Statistiche piloti)
| Pilota | Periodo | Gare | Vittorie | Podi | Punti Tot. | Punti/Gara | % vs Verstappen |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Daniel Ricciardo | 2014-2018* | 102 | 7 | 29 | 1.329 | 13.0 | ~85% |
| Pierre Gasly | 2019 (12 gare) | 12 | 0 | 1 | 63 | 5.3 | ~25% |
| Alexander Albon | 2019-2020 | 26 | 0 | 2 | 197 | 7.6 | ~45% |
| Sergio Pérez | 2021-2024 | 80 | 5 | 24 | 1.285 | 16.1 | ~55% |
| Liam Lawson | 2025 (2 gare) | 2 | 0 | 0 | 0 | 0.0 | ~20% |
| Yuki Tsunoda | 2025 (in corso) | 14 | 0 | 0 | 10 | 0.7 | ~15% |
(*): Ricciardo ha gareggiato con Red Bull prima dell’era di dominanza assoluta di Verstappen
L’esperienza McLaren: un precedente che insegna
Non dimentichiamo che Alex Palou ha già “flirtato” con la F1, avendo trascorso il 2023 come pilota di riserva McLaren. Quell’esperienza, culminata in una battaglia legale con il suo team in IndyCar, potrebbe aver raffreddato definitivamente i suoi ardori europei.

La lezione del 2022-2023 è stata chiara: il mondo IndyCar offre a Palou tutto quello che cerca. Stabilità, competitività, riconoscimento e la possibilità di scrivere la storia del motorsport americano. Perché abbandonare una certezza per un’incognita?
Il contratto Ganassi: clausole e realtà
Il contratto attuale di Palou con Chip Ganassi termina nel 2026 e presumibilmente include una clausola che gli permetterebbe di lasciare per la F1 se si raggiunge un accordo finanziario adeguato. Tuttavia, la presenza di clausole di uscita non significa necessariamente intenzione di utilizzarle.
Il rapporto tra Palou e Chip Ganassi Racing si è consolidato dopo le turbolenze del 2022. Il team americano gli ha offerto una macchina vincente e un ambiente sereno, ingredienti fondamentali per i suoi successi recenti.
Il rapporto tra Palou e Chip Ganassi Racing si è consolidato dopo le turbolenze del 2022. Il team americano gli ha offerto una macchina vincente e un ambiente sereno, ingredienti fondamentali per i suoi successi recenti. Come ha sottolineato lo stesso Ganassi: “Riceviamo chiamate continuamente da piloti di Formula 1”, ma questo non significa necessariamente che si concretizzi qualcosa.

IndyCar vs Formula 1: due mondi paralleli
La distanza tra IndyCar e Formula 1 non è solo geografica, ma filosofica. Nella serie americana, Palou è diventato una leggenda vivente, il pilota di riferimento di un’intera generazione. In F1, partirebbe da zero, dovendo dimostrare tutto su piste sconosciute con regolamenti diversi.
Il motorsport americano sta vivendo un momento d’oro, con audience in crescita e interesse internazionale. Palou rappresenta il volto di questa rinascita, un ruolo che difficilmente accetterebbe di abbandonare per una scommessa incerta.
Gli scenari futuri di Red Bull: realismo oltre i sogni
Mentre i fan della Formula 1 continueranno a sognare l’arrivo di talenti dalla IndyCar, la realtà suggerisce che Palou rimarrà dove ha costruito il suo successo. Le recenti smentite non fanno altro che confermare una posizione che, analizzata a freddo, appare la più logica.
Red Bull dovrà guardare altrove per risolvere il suo problema del secondo pilota. I nomi di Liam Lawson e Yuki Tsunoda rimangono i più probabili per il 2026, con la speranza che uno dei due riesca finalmente a spezzare la maledizione del sedile accanto a Verstappen. Ed ai loro si è unito nei rumors anche quello del rookie Isack Hadjar. Il giovane pilota attualmente in forza alla Visa Cash App Racing Bulls (o più brevemente VCARB) scuderia satellite della Red Bull Racing.

Quando i sogni lasciano il posto alla realtà
Il caso Alex Palou – Red Bull F1 ci ricorda che nel motorsport, tra sogni e realtà, spesso vince il pragmatismo. Il pilota catalano ha scelto la certezza americana rispetto all’incognita europea, una decisione che, alla luce dei fatti recenti, appare quanto mai saggia.
Come avevamo scritto in precedenza, “non c’è fumo senza fuoco”, ma a volte il fumo si dissolve rapidamente, lasciando spazio alla realtà. E la realtà dice che Alex Palou, almeno per ora, preferisce rimanere il re indiscusso della IndyCar piuttosto che rischiare di essere un principe in Formula 1.
Indice
- Alex Palou – Red Bull : le smentite arrivano puntuali
- Le parole di Chip Ganassi: “È solo Clickbait”
- Il paradosso Palou: troppo forte per rischiare?
- Red Bull e il secondo sedile: la ricerca continua
- L’esperienza McLaren: un precedente che insegna
- Il contratto Ganassi: clausole e realtà
- IndyCar vs Formula 1: due mondi paralleli
- Gli scenari futuri di Red Bull: realismo oltre i sogni
- Quando i sogni lasciano il posto alla realtà







