Monza il weekend più atteso dai tifosi italiani. Rettilinei infiniti, frenate violente e un’atmosfera che trasforma ogni giro in un urlo del pubblico. La Ferrari arriva con la SF‑25, ultima “rossa” dell’era regolamentare 2022‑2025, per difendere colori e orgoglio davanti ai propri fan. La pista, 5,793 km nel Parco di Monza, chiede efficienza aerodinamica e gestione scia‑DRS, mentre storicamente la gara premia chi sbaglia meno in qualifica e ai box.
Il profilo di Monza: poco carico, tanta efficienza

A Monza si gira con ala minima: oltre l’80% del giro è pieno gas, ma qui il DRS incide meno che altrove perché l’ala è già “scarica”. Il pacchetto vincente combina bassa resistenza, stabilità in staccata (Rettifilo e Roggia) e trazione docile sui cordoli (Ascari e Alboreto/Parabolica). L’errore più comune? Bloccare l’anteriore alla Prima Variante e perdere uscita, compromettendo tutto il settore successivo.
SF‑25: dove può far male (e dove soffrire)
La SF‑25 nasce come evoluzione profonda: V6 turbo‑ibrido 1.6 con MGU‑K da 120 kW, batteria 4 MJ e in generale un telaio pensato per migliorare efficienza e gestione gomma rispetto alla SF‑24. Le scelte di cinematismi (pull‑rod all’anteriore e al posteriore) e un lavoro di compattazione al retrotreno puntano a ridurre il drag mantenendo una piattaforma stabile sui cambi direzione. Sulla carta, questo si sposa bene con Monza, dove la resistenza minima è tutto, a patto di non sacrificare la stabilità sui cordoli più alti.
Un precedente incoraggiante e un alert gomme
Il riferimento recente è la vittoria Ferrari 2024 a Monza con Leclerc, costruita su efficienza e gestione (una‑sosta “coraggiosa”). È un segnale che il team sa interpretare il tracciato, ma la resurfacing 2024 ha introdotto variabili su grip e graining: con la superficie ormai “assestata” nel 2025, Pirelli si aspetta un comportamento più prevedibile, pur con temperature di settembre che possono riaccendere il degrado.

Scelte gomme e strategia: C3‑C4‑C5 e (probabile) una sosta
Pirelli porta C3 (Hard), C4 (Medium), C5 (Soft), con allocazione standard. Monza “premia” la una sosta per via del tempo perso in pit‑lane e della rilevanza della track position; tuttavia, caldo e possibili fenomeni di graining possono spingere alcuni a due soste. In qualifica i Soft (C5) sono i protagonisti; in gara, Medium e Hard saranno le armi principali, salvo Safety Car.
Punti di forza Ferrari a Monza
Nei long‑run, la SF‑25 ha mostrato durante l’anno momenti di buona gestione temperatura e stabilità in frenata, e ha già messo in bacheca la prima Sprint dell’era Hamilton in rosso (Shanghai), segnale che il pacchetto può essere efficace a bassa resistenza con gomme medie. Tradotto a Monza: se il bilanciamento in ingresso chicane è “piantato” e il posteriore resta freddo abbastanza in uscita, la Ferrari potrà difendersi in scia e avere spunto con DRS anche se meno incisivo del solito.

Le incognite: trazione su cordoli e gestione graining
Il rischio è duplice: trazione precaria su cordoli aggressivi (specialmente ad Ascari) e graining sul nuovo asfalto (fenomeno già visto nel 2024 subito dopo il rifacimento e che può riemergere con temperature elevate). Se il team sarà costretto a caricare troppo l’ala per aiutare l’asse posteriore, il conto in velocità di punta può farsi salato nei duelli. In alternativa, con ala scarica, bisognerà lavorare molto su rake, mappature del brake‑by‑wire e altezze per tenere la macchina incollata nelle staccate più dure.
Confronto con i top team

Red Bull (RB21) – Tradizionalmente forte in efficienza aerodinamica e pulizia in scia, l’RB21 resta un riferimento sul dritto e nei transitori ad alta velocità. Se il bilancio tra drag e stabilità sul freno reggerà, Verstappen sarà l’avversario più duro, specie in qualifica dove l’auto ha già mostrato velocità pura e pole nel 2025.
McLaren (MCL39) – La vettura 2025 è l’evoluzione del pacchetto che ha dato la svolta nel 2024: carico efficiente e ottima trazione nelle curve medio‑veloci. A Monza, McLaren ha storia recente di performance (pole 2024 di Norris) e una gestione gomma spesso solida; se il drag è contenuto, Piastri/Norris potrebbero essere la variabile tattica principale contro Ferrari.
Mercedes (W16) – Progetto rinnovato nell’ultimo anno pre‑regs 2026. La W16 mira a correggere i limiti storici di finestra aerodinamica e stabilità sul posteriore. Monza, per loro, è spesso cartina tornasole di potenza e freni: se il front end “morde” alla Roggia e il posteriore resta calmo alla Alboreto, possono inserirsi nella lotta podio.
Aston Martin (AMR25) – Pacchetto evoluto con focus sulla guidabilità; quando la finestra è giusta, l’AMR25 sa essere gentile sulle coperture. Il tema a Monza è il drag: se l’ala bassa non destabilizza l’asse posteriore sui cordoli, i verdi possono capitalizzare strategie aggressive.

Tattica di gara e chiavi del weekend
Con DRS meno efficace e scia fondamentale, la posizione in pista conta quasi quanto il passo puro. Occhio ai treni in qualifica (il rischio traffico è sempre dietro l’angolo) e alle finestre di undercut/overcut: il pit‑loss è tra i più alti dell’anno e un bloccaggio alla Prima Variante può costare caro. In caso di Safety Car tardiva, chi avrà conservato un set di Medium fresco potrebbe ribaltare il risultato.
Verdetto: Se Ferrari riuscirà a presentarsi con un pacchetto a bassa resistenza senza perdere stabilità sui cordoli, la SF‑25 avrà gli strumenti per giocarsi pole e podio davanti ai tifosi. Il confronto diretto con RB21 e MCL39 dipenderà da quanto la Rossa saprà limitare il graining e massimizzare l’uscita da Ascari e Alboreto: lì, a Monza, si vincono (o si perdono) le gare.
Indice
- Il profilo di Monza: poco carico, tanta efficienza
- SF‑25: dove può far male (e dove soffrire)
- Un precedente incoraggiante e un alert gomme
- Scelte gomme e strategia: C3‑C4‑C5 e (probabile) una sosta
- Punti di forza Ferrari a Monza
- Le incognite: trazione su cordoli e gestione graining
- Confronto con i top team
- Tattica di gara e chiavi del weekend







