Oscar Piastri ha ricevuto 5 secondi di penalità per la falsa partenza al GP di Baku, che non sconterà mai. Ecco cosa dice il regolamento.
Il caso di Oscar Piastri e della penalità di Baku che non sconterà mai non è il primo. Quando pilota anticipa la partenza, prende 5 secondi di penalità e poi si ritira al primo giro, può succedere che la penalità sia in qualche modo “annullata”. Perché non parte arretrato nella gara seguente? La risposta sta in due livelli normativi: il regolamento sportivo FIA e le linee guida applicative usate dai commissari.
Cosa dice il regolamento
Il regolamento 2025 dice che, se un pilota riceve una delle penalità “operative” in corsa, 5s, 10s, drive-through o stop-and-gom e non può scontarla perché si è ritirato o non viene classificato, i commissari possono convertire la sanzione in una penalità in griglia alla gara successiva. La parola chiave è “possono”: non è un automatismo, è una facoltà discrezionale pensata per mantenere l’equità del campionato senza punire oltre il dovuto casi marginali.
Nel concreto, su un jump start la gamma di sanzioni previste va da 5s a 10s fino al drive-through. Anche qui il regolamento è chiaro: si applica una delle penalità dell’articolo 54.3 a/b/c quando un pilota viene giudicato autore di falsa partenza.
Il regolamento di Formula 1 è pieno di queste discrezionalità, che vengono utilizzate costantemente dal direttore di gara e dagli steward. Il caso più famoso è probabilmente quello di Abu Dhabi 2021, con il direttore di gara che decide per la safety car invece che per la bandiera rossa e oltretutto permette solo ad alcune macchine di sdoppiarsi, velocizzando la ripresa della competizione, ma di fatto condizionando il finale di gara e quindi il campionato.

I meccanismi della valutazione “caso per caso”
Ma torniamo al caso di Piastri. Cosa succede però se quei 5 secondi restano “appesi” perché il pilota è già out? Le recenti linee guida di penalità, rese note e spiegate dalla stampa specializzata, chiariscono che un singolo 5s non scontato per ritiro non viene convertito in penalità in griglia. L’indicazione testuale che circola tra gli addetti ai lavori è: “nei casi in cui vi sia una singola penalità di 5s che un pilota non può scontare a causa del ritiro, i commissari non la convertiranno in penalità in griglia per una gara successiva”. Se invece le penalità sono più di una, i commissari possono convertirle in un arretramento.
Tradotto in termini semplici: una falsa partenza punita con 5s è considerata una sanzione “minima” che ha senso solo dentro quella gara. Se il pilota non la può servire perché si è ritirato dopo pochi chilometri, i commissari tendono a non trascinarla alla tappa successiva. In questo modo si evita di alterare artificialmente il weekend dopo, dove contano condizioni, pista e contesto diversi. La discrezionalità resta, ma l’indirizzo operativo è di non trasformare un 5s “isolato” in un danno sulla griglia del prossimo GP.
I precedenti
Sul piano storico, non è la prima volta che sanzioni non scontate vengano portate avanti, ma parliamo di casi più pesanti o multipli. Il regolamento, da anni, prevede che drive-through e stop-and-go non serviti possano diventare penalità in griglia, proprio per evitare che un ritiro “cancelli” infrazioni significative. Questa possibilità resta pienamente in vigore anche nel 2025.
Inoltre, il principio del “carry-over” esiste in altre aree: per esempio, penalità in prove libere o sprint possono ripercuotersi sulla griglia successiva, come mostrano diversi precedenti recenti nel paddock.
In sintesi, se un pilota prende 5 secondi per jump start e poi si ritira, non “deve” scontarli alla gara dopo perché le linee guida orientano i commissari a non convertire una singola penalità di 5s. La base regolamentare c’è e lascia margine alla valutazione caso per caso; la prassi, però, è di fermarsi lì quando la sanzione è unica e leggera, per proteggere la coerenza sportiva del weekend seguente.







