Il GTWC Europe Sprint regala emozioni a Magny Cours: Goethe e Kirchhöfer firmano la doppietta McLaren in Gara 2.
Nel caldo pomeriggio della Nièvre, a Magny Cours la McLaren 720S GT3 Evo #59 di Garage 59, affidata a Marvin Kirchhöfer e Benjamin Goethe, ha portato a casa una vittoria più che meritata in gara 2 nel GTWC: seconda vittoria consecutiva dopo Misano, prima coppia plurivincitrice della stagione e, soprattutto, un gap ridotto a soli 1,5 punti dalla vetta del campionato Sprint. Il traguardo è arrivato con un soffio di 0″156 di vantaggio sulla Lamborghini Huracán GT3 Evo2 #63 del GRT Grasser Racing Team guidata da Jordan Pepper e Luca Engstler, al termine di un’ora di duelli corpo-a-corpo e strategia millimetrica.
Una pole d’autore si trasforma in leadership contesa
Kirchhöfer aveva già fatto intendere le proprie intenzioni in qualifica, firmando la pole con mezzo secondo di margine. In gara, tuttavia, la situazione è cambiata: Pepper non ha mai mollato la scia del tedesco, costringendolo a un ritmo elevatissimo sin dal via, mentre alle loro spalle Kelvin van der Linde portava la BMW M4 GT3 Evo #32 del Team WRT a ridosso del podio dopo un grande scatto dalla sesta piazza.
Il passaggio del testimone ha visto le due vetture di testa fermarsi quasi in contemporanea. I meccanici Grasser sono stati più rapidi di pochi decimi, ma non abbastanza per sopravanzare la McLaren. Quando Engstler è subentrato a Pepper, ha trovato un Goethe meno incisivo nel primo settore ma tremendamente efficace in accelerazione: ne è nata una lotta a elastico, con la Lamborghini che mostrava i fari negli specchietti della McLaren ad ogni ingresso in Estoril.

Full-Course Yellow e photo-finish: brividi finali
A dieci minuti dal termine il FCY per la McLaren #111 di CSA Racing ferma alla Grande Courbe ha congelato provvisoriamente le posizioni. Alla ripartenza, due giri secchi hanno deciso tutto: Engstler ha provato l’affondo in uscita dall’Adelaide, ma Goethe ha “allargato le spalle” prendendo la via di fuga e mantenendo la testa. I due sono usciti appaiati dall’ultima chicane, tagliando il traguardo separati da un battito di ciglia, il margine più ridotto dell’anno.
Non meno intensa la bagarre tra le categorie. Gold Cup: trionfo per Paul Evrard e Gilles Magnus sulla Audi R8 LMS GT3 Evo II #25 di Saintéloc Racing, ottavi assoluti e ora nuovi leader della classe. Silver Cup: terzo centro consecutivo per i giovanissimi Kobe Pauwels e Jamie Day sulla Aston Martin Vantage AMR GT3 Evo #21 di Comtoyou Racing (noni overall). Bronze Cup: prima gioia stagionale per Rinat Salikhov e Marvin Dienst sulla Mercedes-AMG GT3 Evo #81 di Winward Racing, ventitreesimi al traguardo ma imprendibili tra i gentleman driver.
La nuova classifica in campionato: tutto rimandato a Valencia
Con i 25 punti della vittoria, Kirchhöfer/Goethe salgono a quota 97,5, inseguendo la coppia van der Linde/Weerts che, grazie al terzo posto odierno, mantiene la leadership a 99 punti. Più staccati Pepper/Engstler a 88, ma ancora matematicamente in corsa. In Gold Cup la costanza di Saintéloc proietta Evrard/Magnus al comando, mentre Pauwels/Day consolidano la propria supremazia Silver. In Bronze, Salikhov/Dienst rientrano prepotentemente nel discorso iridato, riaprendo una categoria rimasta finora in mano a Kessel Racing.
A colpire, più dei numeri, è stata la freddezza dei protagonisti. Goethe, 21 anni appena compiuti, ha gestito la pressione di un Engstler visibilmente più veloce in certi tratti, dimostrando maturità da veterano. Dall’altra parte dei box, l’ingegnere di pista di Garage 59 raccontava via radio: «Push now, clear air five laps — then defend», frase che dipinge la strategia come un pendolo costante tra attacco e protezione. Momenti che, visti dal bordo pista, hanno fatto trattenere il respiro a un pubblico da tutto esaurito sulle tribune del circuito ex-F1.
Prossima tappa: ancora tanto spettacolo sotto il sole di Valencia
Il GT World Challenge Europe Sprint si deciderà quindi nel weekend del 19-21 settembre al Circuit Ricardo Tormo. Con tre equipaggi racchiusi in undici punti e i Cup ancora incandescenti, lo scenario è quello di una resa dei conti in stile winner takes all. Per McLaren, che attendeva nove anni tra Misano e la vittoria precedente, si prospetta l’occasione di completare un’impresa che fino a un mese fa sembrava utopia. E per chi ama le statistiche, vale la pena ricordare che l’ultima volta che la casa di Woking ha centrato il titolo Sprint in Europa, i social si chiamavano ancora “forum”… un’altra epoca.








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