Red Bull rivoluzione del reparto tecnico dopo un avvio difficile nel 2026: Ben Waterhouse e Andrea Landi per migliorare sviluppo e prestazioni
Quando un team di Formula 1 interviene in modo strutturare sul proprio reparto tecnico a stagione in corso, raramente si tratta di un semplice aggiustamento operativo. Nel caso di Red Bull Racing, la portata delle modifiche racconta qualcosa di più profondo: una vera e propria rivoluzione interna che sta ridefinendo i processi decisionali e lo sviluppo della monoposto a Milton Keynes.
Dopo un avvio di stagione 2026 complicato sul piano della costanza prestazionale, il team ha deciso di intervenire in profondità sulla propria struttura tecnica. L’obiettivo è rendere più efficiente il flusso di lavoro tra progettazione e pista, riducendo i tempi di risposta e migliorando la capacità di estrarre prestazione dalla monoposto in un contesto regolamentare sempre più competitivo.

Waterhouse al comando: la nuova struttura prende forma
Al centro della rivoluzione c’è Ben Waterhouse, promosso a un ruolo chiave come Ingegnere Capo per Prestazioni e Progettazione.
La sua nomina rappresenta un cambiamento sostanziale nella gestione tecnica del team. Waterhouse avrà infatti la responsabilità complessiva di coordinare due aree chiave come progettazione e performance, con l’obiettivo di rendere più integrato il processo di sviluppo della vettura.
Riporterà direttamente al Direttore Tecnico Pierre Waché, fungendo da collegamento operativo tra il gruppo di progettazione e quello dedicato all’ottimizzazione delle prestazioni in pista. La sua lunga esperienza all’interno del team, iniziata nel 2017 nel ruolo di responsabile dell’ingegneria delle prestazioni, lo rende una figura già perfettamente integrata nei metodi di lavoro di Milton Keynes e quindi adatta a guidare questa fase per la scuderia.
Andrea Landi rafforza il reparto prestazioni
A completare il nuovo assetto, entrerà ufficialmente in carica dal 1° luglio anche Andrea Landi, come Responsabile delle Prestazioni.
Landi arriva con un profilo tecnico consolidato, maturato attraverso esperienze in Ferrari e in Racing Bulls, e sarà chiamato a lavorare a stretto contatto con Waterhouse per migliorare l’analisi dei dati e la capacità di tradurre le informazioni in sviluppo concreto.
Il suo arrivo rappresenta un tassello fondamentale nella strategia di riorganizzazione di Red Bull: rafforzare un’area chiave per recuperare competitività nel più breve tempo possibile.

Addii e ridimensionamento della struttura Red Bull negli ultimi 12 mesi
La rivoluzione tecnica si inserisce in un periodo di profondi cambiamenti interni per Red Bull Racing, caratterizzato dall’uscita di figure chiave che hanno contribuito in maniera determinante al ciclo di successi del team.
Tra le separazioni più rilevanti spicca quella di Christian Horner, storico Team Principal del team sin dal 2005, il cui addio ha segnato la fine di un ciclo durato oltre due decenni al vertice della struttura di Milton Keynes.
A questi cambiamenti si sono aggiunte ulteriore uscite significative sul fronte sportivo e tecnico. Helmut Marko ha progressivamente lasciato il ruolo di consulente, mentre figure centrali della gestione sportiva come Jonathan Wheatley hanno intrapreso nuovi percorsi professionali.
Nel 2027, inoltre, è atteso un ulteriore assottigliamento della struttura storica del team, con la separazione da Gianpiero Lambiase al termine del suo attuale contratto. Un movimento che conferma come la fase di transizione di Red Bull non sia ancora conclusa ma destinata a proseguire anche nei prossimi anni.
Fonte foto in copertina: Red Bull Content Pool – Mark Thompson/Getty Images







